1. Have A Nice Life – Deathconsciousness (Enemieslist)
Disco dell’anno. Del decennio. Della vita.
2. The Notwist – The Devil, You + Me (City Slang)
Il ritorno meno esaltato in generale. Il disco che ho più ascoltato nel 2008. Con grandissimo piacere.
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3. Portishead – Third (Island)
Il ritorno più esaltato in generale. Giustamente. Trip-dark e Beth Gibbons. BETH GIBBONS.
4. Fleet Foxes – Fleet Foxes (Sub Pop)
Barbe. Capelli medio-lunghi. Camicione a scacchi. Seattle. A ritroso fino agli anni ’60 e ritorno con una manciata di brani meravigliosi.
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5. Wire – Object 47 (Pink Flag)
Indie-wavers di tutto il mondo unitevi. In fila per due dietro ai Maestri. Ancora una volta.
6. M83 – Saturday=Youth (Mute)
Dream-pop sintetico come non lo si sentiva da anni. Le ennesime vittime degli anni ’80. Come il sottoscritto.
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7. Cat Claws – Magic Powers (42 Records)
Graffi anni ’90 uniti a muscoli anni ’80. I Sonic Pixies de noantri. Ragazzi tenete botta. Vi adoro.
8. The Dresden Dolls – No, Virginia (Roadrunner)
E queste sarebbero le canzoni scartate dai primi due album? No, Virginia… queste sono tra le migliori scritte da Amanda e Brian.
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9. MGMT – Oracular Spectacular (Columbia)
Ziggy Stardust ritorna sulla Terra. Accompagnato da Wayne Coyne.
10. The Zen Circus – Villa Inferno (Unhip Records)
Gente che oltre ad avere qualcosa da dire ha anche cose da suonare. Accompagnati da Ritchie e dalle sorelle Deal.
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11. British Sea Power – Do You Like Rock Music? (Rough Trade)
Premio il numero di ascolti. E il numero di canzoni di qualità superiore alla media. Hanno imparato da qualcuno più bravo di loro. Ma bene però.
12. Mogwai – The Hawk Is Howling (Wall Of Sound)
In silenzio come al solito. Primo ascolto e pensi che è la solita roba. Secondo e pensi che però così non la fa nessuno. Terzo e sei fregato.
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13. All The Saints – Fire On Corridor X (Touch And Go)
Sorpresa dell’ultimo periodo. Ciclicamente la cerebralità e l’impatto dei God Machine vengono risvegliati. Stavolta con lode.
14. Deerhunter – Microcastle (Kranky)
Anche loro in tackle al novantesimo. Frullato di ogni sottogenere indie-rock. Di quelli densi. E nutrienti.
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15. Mercury Rev – Snowflake Midnight (V2)
Quanto mi piaccono i Mercury! Come fanno a mantenersi sempre un filo dietro l’imbarazzo prog?
16. The Black Angels – Directions To See A Ghost (Light In The Attic)
Psychedelic Underground. Nel senso di Velvet.
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17. Tv On The Radio – Dear Science (4AD)
Come il primo della classe che delude all’esame. Ma viene promosso.
18. The Magnetic Fields – Distortion (Nonesuch Records)
Il primo disco di cui ho avuto consapevolezza di ritrovarmelo a fine anno qui. Merritt scrive divinamente. Ma perchè non viene in Italia?
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19. No Age – Nouns (Sub Pop)
Hanno perso gradualmente posizioni. Ma è un album importante. Shoegaze ed irruenza punk-rock.
20. Evangelicals – The Evening Descends (Dead Oceans)
Da Oklahoma City. Dice niente? Horror-pop. La sorpresa dell’anno.
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21. Offlaga Disco Pax – Bachelite (Santeria)
Il cuore l’hanno rubato anni fa. Stavolta si confermano rubando anche le orecchie.
22. Lightspeed Champion – Falling Off The Lavender Bridge (Domino)
Pensavo fosse del 2007. Inserirlo all’ultimo istante forse non gli rende giustizia nella posizione.
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23. These New Puritans – Beat Pyramid (Domino)
Sono giovanissimi. Speriamo non si perdano. Le intuizioni dei migliori Bloc Party che incocciano gli spigoli dei Fall.
24. Pete & The Pirates – Little Death (Stolen Recordings)
Bisogna pure far festa ogni tanto. Difficile sentire tutti di fila così tanti anthem pop-rock.
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25. R.E.M. – Accelerate (Warner)
Mi inchino rispettosamente di fronte una delle migliori band del mondo.
26. Sons & Daughters – This Gift (Domino)
Altro album di canzoni riuscite ed ispirate. Blues. Garage. Punk alla Patti Smith.
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27. The Cure – 4:13 Dream (Geffen)
In fondo è solo il nuovo lavoro del gruppo della mia vita. Non vorrete mica strillarmi? I brani ci sono. E’ come suona che stranisce.
28. The War On Drugs – Wagonwheel Blues (Secretly Canadian)
La tradizione statunitense più onesta. Quella di gente come Spingsteen. Però filtrata attraverso l’essere una band e non un nome e cognome.
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29. Love Is All – A Hundred Things Keep Me Up At Night (What’s Your Rupture)
Che la festa continui. Altra scaletta di songs indie-rock per muovere il culo direttamente dalla Svezia.
30. Amanda Palmer – Who Killed Amanda Palmer? (Roadrunner)
Addicted to Amanda Palmer. Definitivamente.
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