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Your ex-lover is dead è allo stesso tempo l’apologia del pop e l’esatto contrario, la sua negazione, nel suo messaggio di rimestaggio di anime umane e incontri passati.
E’quello che il pop nel suo piccolo (grande) non è mai voluto essere, un qualcosa che guardi al passato, in maniera disincantata, un album di fotografie incollate male e con gli angoli rotti perchè chissà dove sono state prese. Cioè, il dove è facile da capire, come il quando e il perchè.
Dal passato di chi vive, scrive e ascolta, una canzone scritta tutta all’imperfetto, in cui i rancori (che fanno tanto hardcore) sono sostituiti dal niente, dalla vita che è andata avanti, come doveva andare fino a che quel nodo dentro si scioglie definitivamente e al dunque “i’m not sorry i met you, i’m not sorry it’s over, i’m not sorry there’s nothing to say”. Il presente che si para davanti è questo, come un incontro inaspettato.
Il tripudio di archi, di una marcetta, di due voci che si scambiano e raccontano le due facce della stessa storia, in un’atmosfera che in fondo sembra un qualcosa di fondamentalmente bello, felice, quasi un sollievo.
Un po’come lo splendido video, sulle orme di Eternal sunshine, il ghiaccio piano piano si pacca sotto il peso di qualcosa che è sempre uguale a se stesso, gli sguardi non guardano lo stesso punto e alla fine conta non dimenticare e non farsi divorare dai rancori, facile per una canzone così, facile nel suo piccolo anche da quando ci si sveglia.
Quasi un po’ dispiace, quasi un po’ no che qualcuno che in passato sia stato tanto possa non essere più niente e dedicargli/le 4 minuti e mezzo scarsi.
E’il pop, anche se al passato.
La reale essenza del pop.
la premessa è che questi post (nel tempo) nasceranno da questo qui, le mie 31 canzoni, di eleanor rigby ho parlato nei primissimi post di vita di questo posto, vado e andrò avanti in ordine di come li ho scritti.
più che altro è che sono abituato a spiegare le cose che poi scrivo
Love Me Tender, del King (e con questo non sto parlando di Giuliano Palma eccheccazzo) Presley (così non ci sono dubbi), ha i suoi perchè, almeno per quello che riguarda la mia percezione musicale.
A conti fatti credo che sia stata la prima ballata che io abbia adorato, con una chitarra così lo fi che Beck neanche se ci si impegna riuscirebbe a farla così scarna eppure piena di tanto.
e la voce di Presley, abituata a Blue Suede Shoes diventa di velluto
certo il testo è di quelli zuccherofilamentosi, non parliamo di Arab Strap, le rime sono banali “love me tender love me sweet never let me go” e la cadenza è quella di una lullabye, una ninna nanna in piena regola
strano perchè le canzoni d’amore (e se avete presente Alta Fedeltà sapete già che le vere canzoni d’amore le ha scritte solo Morrissey o stanno nei dischi della Motown) non hanno un andamento dormiente, strepitano
Love Me Tender invece fa chiudere gli occhi.
E ho presente una scena, il film era Cuore Selvaggio di Lynch, una discoteca dove suonava un gruppo trash metal, Nicolas Cage prende il microfono, e inizia a cantare
e canta Love Me Tender
Elvis Aaron Presley sarebbe stato contento credo
e io anche..
Nicolas Cage _ Love Me Tender (Mp3)
Nick Hornby (da me non particolarmente amato ma stimato per “alta fedeltà” per l’amore del pop, dell’arte del dj e dei vinili) tempo fa (tanto tempo fa) ha pubblicato 31 songs, libro in cui dichiara il proprio amore per la musica parlando delle 31 canzoni che gli hanno cambiato la vita
su questo link 31 tra musicisti, scrittori, giornalisti, deejay scrivono la loro canzone (che hanno cambiato tutto-per loro, cazzo marr che mette gli stones..) e alla fine c’è la lista di nick hornby
ora so che il post è tremendamente fuori moda, e di conseguenza loser, perdente e nerd, però lo sono anche le all star e quindi?
quindi mi ci sono divertito, ci ho messo due giorni e mi sono seduto davanti al mio wall of sound.
eccola qui.
così
per mettere le cose in chiaro da subito
non so come ho fatto a lasciare fuori i duran duran e le bananarama ma tant’è..
1. The Beatles – Eleanor Rigby
2. Elvis Presley – Love Me Tender
3. M.I.A. – Paper Planes
4. Therapy? – Nowhere
5. Pearl Jam – Oceans
6. Broken Social Scene – Anthems for a seventeen year old girl
7. Nirvana – On a Plain
8. Animals – The House Of The Rising Sun
9. Rolling Stones – Street Fightin’ Man
10. Stars – Your ex-lover is dead
11. Sonic Youth – Theresa’s Soundworld
12. Tori Amos – Raspberry Swirl
13. Calexico – Quattro
14. Buffalo Springfield – For What it’s Worth
15. Bright Eyes – Road to Joy
16. The Who – Baba O’Riley
17. U2 – Acrobat
18. Radiohead – Idioteque
19. Jesus and Mary Chain – Nine Million Rainy Days
20. Blur – The Universal
21. Bruce Springsteen – Thunder Road
22. R.E.M. – Country Feedback
23. Johnny Cash – Ring Of Fire
24. Elliott Smith – Miss Misery
25. Madonna – Like A Virgin
26. David Bowie – Heroes
27. Deftones – Be Quiet And Drive
28. Nancy Sinatra – These Boots Are Made For Walkin
29. Velvet Underground – Sunday Morning
30. Belly – Feed the tree
31. Cat Power – The Greatest
per me il pop è nato con eleanor rigby dei beatles, che considero la vetta più alta della storia musicale
immedesimatevi un secondo, perchè ora sembra normale per quanto si è sentita, il gruppo più famoso sulla terra (anche di Dio – parole di Lennon) di stampo chitarristico voce e batterietta (perchè quella di ringo starr è una “etta” apparentemente inutile….anzi correggo effettivamente inutile) che da un momento all’altro scrive la melodia della storia accompagnata da degli archi e parlando di una storia tristissima e solitaria, e il risultato? neanche una ballata, c’è ritmo, c’è accompagnamento e violini che incalzano e la voce di Paul che non sussurra (Paul non sussurra mai, neanche su blackbird) ma racconta, è una canzone Pop, Junkiepop per quello che mi riguarda perchè è Popsporco.
ho tra le mani eleanor rigby di douglas coupland, racconta di una donna sola, che come mail ha eleanor rigby e da un momento all’altro vede cambiare la propria vita. un gran bel libro (ma già la fidanzata in coma lo era, miss wyoming invece non ha lasciato tracce), attendendo di leggere Jpod (stroncato da più parti sul web) è un po’ un miso prima di una cena giapponese, scalda, aromatizza e prepara al sapore del pesce crudo
leggerlo con i beatles in sottofondo (e magari revolver) dà un senso di respiro, più passano le pagine, più la storia pesa di più come un sasso sullo stomaco e più hai in mente le note dei beatles, tutte le note.
tutte le combinazioni delle sette note..(c’entra nulla ma sento spesso dire in merito ai plagi “le note sono sette e le combinazioni sono quelle, se le canzoni sono orecchiabili è perchè ricordano qualche altra canzone”, quindi, chiedo io, perchè mai i beatles non hanno mai fatto una canzone uguale all’altra e tutte memorabili?) sono situazioni che scattano, e posso dirlo con certezza che non ci sarà mai più una eleanor rigby (nè un father mackenzie), almeno fatta di note, nè di archi, ma subliminazioni di note e archi, a volte efficaci, altre meno
e c’è una domanda posta dal giorno in cui è stata scritta e a cui nessuno ha risposto
all the lonely people, where do they all come from?
The Beatles _ Eleanor Rigby (Mp3)
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