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Francesco “Kekko” Farabegoli è innanzitutto un amico.
Dopo che amico è con me stato l’iniziatore di Spoilerin‘ quindi è a suo modo anche un “socio”.
Francesco è uno che soprattutto scrive (e bene) di musica, mi è venuta così di farci una chiacchierata sui blog, che senso hanno, per cosa servono e sulle sue ultime cose.
G. Faccio semplice, ma c’entra, se apri la tendina di wordpress quanti blog “hai”
K. Beh, non è per niente una domanda semplice, sento il bisogno di giustificarmi. Ne ho 20, solo su wordpress. Cinque sono blog di altri su cui ho l’account, più o meno altri cinque sono stati aperti apposta per progetti singoli con gente con cui volevo avere un progetto, che poi non ha quagliato. Tre sono instant-blog, cioè blog che sono stati aperti con il progetto (mantenuto) di chiudere in brevissimo tempo. Due li uso per prova, qualcun altro l’ho chiuso perchè mi ero rotto le palle, qualcun altro l’ho chiuso perchè era ora, un paio li ho aperti dietro un’idea che mi sembrava geniale al momento ma non abbastanza -in prospettiva- da valere lo sbattimento di un singolo post. Per un paio sto rimuginando un’apertura ad effetto, poi inizierò a spammarli. Sostanzialmente su venti domini ce n’è uno solo funzionante, si chiama bastonate e se ci avessi postato da solo anche lì l’avrei chiuso da un pezzo. Tu quanti ne hai?
G. Dieci ma attivi 3.
Bella media dai, un giorno wordpress ci farà pagare tutto o se ne apriamo un altro scriverà “ebbasta”.
K. Sì, forse la media nazionale è leggermente sotto i quindici blog a testa. a onor del vero, comunque, ho anche roba su tumblr, anche se diciamo non particolarmente figa e per niente letta (su tumblr mi inchino molto a te, dico)
G. Hai parlato di Bastonate.
Già dal nome é il blog di musica pesa che non si riferisce alla musica pesa nel modo in cui di solito viene trattata. Riuscire a ritagliarsi dei lettori, uno zoccolo duro, é sempre complicato. Dove é differente, per te Kekko, Bastonate rispetto al resto, metal/sludge/core e non
K. Boh, niente di preventivato. Diciamo che la vibrazione, parlando di metal e di musica in generale, è ancora quella secondo cui il piano è il nuovo forte e che la musica più pesante è quella pessimista, apocalittica e post. A me personalmente la musica metal pessimista, apocalittica e post fa sostanzialmente schifo da una dozzina d’anni a questa parte, quindi tendo a spingere dischi di noise rock o sludge dozzinale e violentissimo. Matteo pensa lo stesso di elettronica (è un fanatico di roba analogica) e rap, gli piace il folk rovinato. Per Ashared Apil-Ekur l’ultimo Sanremo l’avrebbe dovuto vincere la Bertè, domenica è andato a vedere Jandek e via di questo passo. Voglio dire, alla fine credo che venga fuori abbastanza bene che siamo delle capre e che le cose che scriviamo non si basano su altre cose che abbiamo letto in giro. Ti giro la domanda: quando scrivi un post entusiasta sul nuovo Arcade Fire, e magari è il settantesimo post entusiasta sullo stesso argomento che leggi nel feedreader, non ti senti di avere sprecato tempo davanti al computer?
G. No perché a mio modo se scrivo qualcosa affermo un punto di vista che, anche in una virgola é differente dagli altri.
Il veneto é figo (su Bastonate vengono scritti anche dei post in dialetto veneto ndr), non si capisce tantissimo ma é un’idea figa. Conoscendoti non te ne può fottere di meno se lo capiscono in dieci giusto?
K. Ma in realtà è un argomento un po’ complesso. Voglio dire, se non m’interessasse di essere letto non pubblicherei niente e sicuramente non lo spammerei, diciamo che cerco di darmi una regola che sia abbastanza rigida e cioè di scrivere sempre cose che valgano la pena di essere scritte; sembra una minchiata, ma esclude tutto il lavoro legato alle news e alle recensioni e alle interviste di circostanza e i reblog e tutto il resto. quindi quello che rimane (per la maggior parte) sono seghe mentali ad argomento meta che nel migliore dei casi riguardano venti persone, e quelle venti sono il motivo per cui in un modo o nell’altro ha senso tutta la baracca. Cioè voglio dire, la dipendenza musicale su internet (è una patologia di cui soffriamo, poco ma sicuro), al suo meglio, è l’equivalente di emozionarsi quando vedi uno sul tram con la maglietta dei Rainer Maria, quindi trovare uno con cui ti scanni via mail è tre volte meglio che duemila contatti in più la settimana di Sanremo perchè ottocento persone al giorno cercano “Emma Marrone nuda” o simili. Uno degli indici più evidenti di quanto la gente in Italia non capisca un cazzo, tra l’altro, è che “Emma Marrone Nuda” è cercato venti volte più di “Nina Zilli nuda”. Se devo traslare la cosa al tuo blog, per dire, lo leggo via feed tutte le volte che esce un pezzo, ma quando esce un pezzo di Ghibo o Diego lo leggo un po’ più attentamente e mi ci sento tirato dentro in qualche modo perchè è una roba che mi va a colpire più nello specifico, quindi boh, immagino sia lo stesso punto. Comunque sicuramente parlare solo di Unsane e simili e insultare la gente non è un modo per fare molti accessi, ecco
G.Peró ha un suo (concedimelo) “stile” o meglio, una sua impronta.
Bastonate é un po’ un indice di cose “comunque scritte di pancia” almeno a me sembra così. Che siano seghe mentali o recensioni o agende dei concerti.
Che é un po’ quello che cerco personalmente dalle mie parti, gente che comunque, indipendentemente dal tema o dal soggetto, arrivi.
K. No. Cioè, Bastonate non ha uno stile che sia di Bastonate, e comunque a parte le riviste che non leggo, non ci sono riviste musicali che abbiano uno stile. Quello che è interessante è il flusso, non la testata. Tipo alla mattina mi sveglio e ci sono dodici pezzi interessanti, uno magari sta su inkiostro uno su polaroid uno su stereogram e uno sul Guardian linkato da qualcuno su friendfeed. Quindi di base la rivista che un appassionato medio di musica legge non è più quella fisica da cento pagine della quale ti senti obbligato a leggere (quasi) tutto per ammortizzare la spesa, ma un puzzle nel quale ogni autore aspira (diciamo così) ad arrivare in forma di singolo pezzetto. Questa alla fin fine è l’idea più forte alla base del sito di musica che abbiamo aperto io ed altra gente questa settimana. Cioè l’idea che esista questo puzzle che si ricostruisce daccapo ogni giorno e che ogni mattina stia ad elemosinare pezzi nuovi, e che soprattutto servano delle chiavi interpretative nuove di zecca ogni giorno che passa. La gente non discute quasi mai la metodologia. Comunque inconsciamente è la stessa cosa che fanno tutti gli altri, ma il punto è che quello che viene fuori non è Chiuso o Bastonate ma semmai l’analisi di Pezzali firmata da Paolo Berti ed incidentalmente ospitata su Chiuso. Da questo punto di vista i blog collettivi sono abbastanza inutili, se non per il fatto che sono aggregatori di contenuti piuttosto efficaci (mi leggo JP invece che dieci blog diversi, per dire) e che quelli buoni possono diventare una specie di garanzia di qualità, diciamo così.
G.Arriviamo a Chiuso (la battuta che ti avranno fatto molti è che nell’europeismo alla Monti ti sei allineato a un .eu, scherzo).
K.a mia prima scelta per i domini è .org perchè sembra che vuoi salvare il mondo col tuo sito. tommaso e daniele non sono d’accordissimo, e comunque l’unico disponibile era chiuso.eu
G.Spiega un attimo, a parte la musica e (forse) il genere, in cosa é concettualmente diverso da Bastonate e a suo modo dal resto della internet.
K.Spero le differenze siano chiare nel corso del tempo.
G.Chi c’é dentro?
K.Daniele Giovannini ha fatto il sito, Tommaso Belletti ha fatto la grafica. Scrivono anche, assieme a me, Emiliano Colasanti Marco Delsoldato, Marco Pecorari, Andrea Benty, Ray Banhoff, Federico Sardo, Alex Grotto, Paolo Berti, il Collettivo Carmine. Ce ne sono altri ma ti darò conferma dopo che avranno pubblicato qualcosa.
G.Prima di salutarci e tornando al volo a Bastonate, vorrei ricordare anche la partnership con Transmissions. Ce ne parli un attimo?
K.Il Bronson, che è un locale di Ravenna, appartiene a un tizio che si chiama Chris ed è un fanatico terminale di robe avant, tipo drone metal, free jazz, ambient, IDM e cose simili. Si è inventato un festival dedicato ai nuovi suoni dove ha fatto suonare gente tipo Ambarchi, KTL, King Midas Sound, Fennesz, Bill Callahan e tutti quelli lì. Quest’anno per la prima volta la direzione artistica è affidata a un esterno, nel caso specifico Stephen O’Malley, e sarà più o meno una bomba. Alla fine l’abbiam sempre sponsorizzato perchè è un festival figo, quest’anno abbiamo semplicemente il logo nel manifesto. Il logo l’ha realizzato Tomm apposta ma è così carino che è andato a finire in pagina. Oggi carico anche il banner








