top 2007 – I libri
28 venerdì dic 2007
28 venerdì dic 2007
19 mercoledì dic 2007
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Il bello di A.M. Homes è che non la fa difficile, il suo modo, i suoi libri (anche se sono fermo a due e mi sono ripromesso di andare oltre e completare la bibliografia) hanno sempre quel qualcosa che li rende semplice.Perchè racconta il suo status di figlia adottiva.
Perchè racconta il suo status di figlia adottiva alla scoperta della vera famiglia. Perchè racconta cosa abbia voluto dire, nel più profondo avere una figlia.
La cosa bella è che non parliamo di tematiche prettamente femminili (l’essere madre et similia) come a prima vista potrebbe sembrare, parliamo di cosa voglia dire passare da un presente di fiction vera e propria, religione e famiglia non genetica e scoprira cosa in effetti si era, per quale motivo si era nati e quali sarebbero stati gli eventuali spin off di tutta la propria vita.
C’è quindi un bellissimo e compromesso rapporto con una madre che l’aveva abbandonata, un controverso rapporto con un padre genetico che deve ancora smaltirla come “frutto della colpa”.
Metto in chiaro che tutto quello che si era letto su ” Questo libro ti salverà la vita” gli scenari, i personaggi quasi Couplandiani qui scompaiono. Scompare lo scenario da fiction da serial televisivo di quelli belli.
La cosa è molto più basica, elementare è un libro che nasce come una sceneggiatura, gli intermezzi che nei famosi serial belli sono qualche canzone indie magari di Sufjan Stevens qui sono le riflessione della Homes. I dubbi, le ovvie sensazioni di irrealtà per la situazione, il senso di sconfitta nei confronti di un passato ormai perso e irrecuperabile.
La Homes stupisce. Ancora.
Arriva sempre un momento in cui un autore si scontra con la propria vita, arrivando ad un memoir. Lo fa spesso e volentieri Lethem, l’ha fatto Ellis, Stephen King e ora la Homes. Noi di quei serial intelligenti e così colpevolmente reali abbiamo bisogno. Io almeno sì.
Ci si sente quasi in colpa alla fine delle duecento pagine al pensiero che siano “piaciute”.
Stranger than fiction dicevano una volta i Bad Religion.
Pensa un po’ quelli che poi dopo qualche anno scrissero Los Angeles is burning. Come Amy Homes.
19 mercoledì set 2007
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29 mercoledì ago 2007
Ci sono cose che ti “accomodano dentro”, non nel senso di farti stare comodo, ma di aggiustarti. Non so se per tutti sia così ma per me, almeno, è così.24 venerdì ago 2007
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31 martedì lug 2007
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C’è qualcosa di semplice in maniera disarmante in Questo libro ti salverà la vita di A.M. Homes. il fatto di avere un titolo per cui potresti aspettarti davvero qualcosa, qualche cambiamento.04 mercoledì lug 2007
03 martedì lug 2007
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Jonathan Lethem, quando ha scritto La Fortezza della solitudine probabilmente non sapeva di scrivere quello che a conti fatti è il libro della mia vita.02 sabato giu 2007
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18 venerdì mag 2007
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04 venerdì mag 2007
C’era una volta un libro, che è sempre stato tale ovviamente, e un film che al solito ha acceso una lampadina su un libro che si credeva che non ci fosse, ma invece c’era, c’è sempre stato, ed è Mysterious Skin.28 mercoledì feb 2007
Giurateci che Love is a Mixtape di Rob Sheffield, sarà un successo.22 giovedì feb 2007
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13 martedì feb 2007
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Tutti i miei amici sono supereroi è l’esordio di Andrew Kaufman, a tempo perso regista.23 martedì gen 2007
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“..E se un autobus a due piani ci venisse addosso sulla musica di “between the bars” morire così sarebbe un modo celestiale di morire.” (L.Sofri _ Playlist)”
10 mercoledì gen 2007
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Andando avanti e ritrovandomi a metà dell’opera (domenica sul 9467 ferrara roma 100 e rotte pagine) mi chiedo cosa possa voler dire scrivere Infinite Jest (occhio che è un po’spoiler il link).26 martedì dic 2006
il ricordo più lontanto di me con in mano un libro di stephen king credo risalga alle medie, quando andavo al mare a cerveteri con mia madre e prima di partire passavamo al magazzino della mondadori perchè lì facevano lo sconto, e lì
avevo in mano pet semetary, christine, le notti di salem.
a occhio e croce quasi vent’anni fa.
ho chiuso in queste settimana l’ultima pagina di la storia di lisey, il suo ultimo e di tempo ne è passato ma anche no.
nel senso che lui è rimasto un po’ simile a sè stesso, e io con tutti i cambiamenti, sono sempre bene o male me stesso.
io in venti anni non ho mai smesso di leggerlo, appena usciva un libro, sempre lì, pronto, tant’è che li ho tutti in versione cartonata, con la doppia copertina
e non credo che personalmente mi vergogni di questo. so solo che come mi sento nelle pagine di king (e so che bret easton ellis è un’altra cosa, come lansdale, ballard, frantzen e dasgupta, lo so, ci arrivo) non mi sento in nessun altro posto
anche se so in anticipo che qualcosa che poi fa finire le situazioni in maniera decente c’è ed è tradotta con “perchè è così” oppure perchè i suoi personaggi sono antieroi, persone non dico inutili ma (faccio così con la mano) poco ci manca.
e poi perchè derry, il maine, castle rock, devono essere posti fantastici, case e boschi sui laghi e immaginarle da un imbuto di metropolitana, o da strade trafficate non è facile ma lui ci riesce.
ecco, uno, se non l’unico dei motivi perchè amo king, perchè mi riesce a fare andare via da qui
e perchè ogni volta che chiudo un suo libro mi viene il magone
io avrei voluto parlare di lisey’s story invece..
top five stephen king
insomnia
la storia di lisey
cuori in atlantide
pet semetary
cose preziose