Hanno parlato di ritorno alle origini, hanno chiamato Rick Rubin, stanno facendo un tour in cui gli ultimi 15 anni non vengono considerati, insomma le premesse ci sono. Fino al 1991 li considero fondamentali, ma penso di non essere così fan da avere giudizi di parte. Bene. Lo dico subito. Death Magnetic è effettivamente un ritorno alle origini. Ma c’è un problema grosso. Hanno esagerato. Credo che i Metallica del 2008 non hanno idee a sufficienza per fare un album che duri 75 minuti. In 10 brani poi. Fate voi la durata media. Il discorso cadrebbe se in quei 7-8 minuti a brano l’ispirazione fosse sempre alta, ma non sempre è così. Però quando accade ci troviamo di fronte ad una delle macchine musicali più incredibili sulla faccia della terra. La partenza è fulminante. That Was Just Your Life è la risposta alla richiesta del 1988 di Giustizia Per Tutti. The End of the Line gioca su un riff alla Tom Morello. Mentre Broken, Beat & Scarred è forse la cosa più incredibile dell’album, con i suoi tempi stranissimi, gli incastri infiniti, la cerebralità Tooliana. Si non stanno bluffando ti viene da pensare, Rubin è uno che sa il fatto suo, i quattro cavalieri sono tornati… Poi cominciano i problemi. Dal singolo The Day That Never Comes e il suo intro che tanto ricorda un pezzo dei Wolfmother. Arrivare al quarto minuto assume i contorni dell’impresa. Il problema è che poi diventa una cavalcata thrash impressionante totalmente slegata dalla prima parte. Ciò conferisce poca compattezza a mio avviso. Come se all’interno di un singolo brano ce ne fossero in realtà due o tre. Dopo All Nightmare Long, che comunque si piazza fra i brani migliori dell’album, si arriva al pezzo che hanno proposto dal vivo quest’estate. Cyanide è la loro visione del nu-numetal. Non farebbe cattiva figura sulle piste da ballo. The Unforgiven III è una di quelle cose che avrei evitato. Non solo per il titolo. Venitemi in aiuto, c’è mai stato un pianoforte simile in un pezzo dei ‘tallica? Ma soprattutto, Creed Puddle of Mudd o (nel migliore dei casi) Stone Temple Pilots? In vena di ritorni al passato abbiamo anche il pezzo instrumental da 10 minuti Suicide & Redemption fino alla chiusura di My Apocalipse. Su questo voglio spendere due parole. E’ il brano più corto, appena 5 minuti, ed è il vero ritorno thrash dei Metallica. Un pezzo senza compromessi dall’inizio alla fine. Giudizio generale: devo dire che forse sono stato un pò severo con le cose che non mi sono piaciute. Death Magnetic è sicuramente il loro miglior lavoro da 17 anni, cosa di per sè non clamorosa me ne rendo conto visti i precedenti, l’impressione è che abbiano deciso di tornare a quei riff e a quegli assoli (Hammett ne infila parecchi come non faceva da tempo), che Hetfield sia guarito e sia tornato a graffiare e che Trujillo si sia inserito bene. Avrei preferito 8 brani come negli anni ottanta e magari smussati nel loro eccesso di condensare tutto quello che significa suonare come loro, ma di Metal stiamo parlando e di Metal in giro ne abbiamo veramente poco. Bentornati.



