unacanzoneunlibrounfilm. (la rubrica intuile)

Stars – Your ex-lover is dead (2005)

Casa d’altri e altri racconti di Silvio D’Arzo

casa-d-altri-e-altre-narrazioni08 Ero incavolata nera e lo sono ancora con questo libro che è davvero bello e finisce veloce. Cavolo. (respiro)
Lo leggi una sera, magari anche tardi, con tanto buio e vedi tutto quello che c’è scritto. Limpido limpido: le capre, i prati, i fossi, le stalle, le pietre, le ombre, i silenzi.
Si sente anche l’alito di chi parla e gli odori sui vestiti.
C’è una morte lenta che attraversa ogni pagina ed è la morte nella vita.
C’è il potere delle cose che succedono, accadono, svelano e sono tanto inaspettate quanto attese.
C’è la forza di chi costruisce e resta. E se va via poi torna, subito.
C’è la possibilità della profondità, quella vera che non pesa, ma è leggera. (respiro)
E mi son chiesta: se le domande ci sono ed è quasi sempre un bene farle e farsele, alle domande, insomma, bisogna sempre rispondere? C’è sempre una risposta?
C’è sempre una parola? O le parole qualche volta non bastano?
Ecco appunto, non bastano. (respiro)
Le parole non bastano. Questo libro sì.

It’s kind of a funny story di Ryan Fleck e Anna Boden (2010)

(Zach ♥)


unacanzoneunlibrounfilm. (la rubrica inutile)

Finley Quaye with Beth Orton and William Orbit – Dice(2003)

Inventario illustrato degli animali di Virginie Aladjidi, Emmanuelle Tchoukriel (L’Ippocampo edizioni)

NZOQuesta serie di libri illustrati risponde in pieno a un desiderio di bambina, sì: immagini bellissime illustrate magistralmente con descrizioni semplici e accurate, cento animali divisi per area geografica che ti fanno sentire curioso come un esploratore di altri tempi. Un sogno.
Della stessa collana esistono anche Inventario illustrato degli alberi, del mare, della frutta e degli ortaggi e delle meraviglie del mondo: uno più bello dell’altro. Nulla da dire se non che lasciano davvero senza fiato e senza parole.
Perché a volte, c’è bisogno solo di un po’ di bellezza e di sorrisi, di spalancare gli occhi, prendere fiato e sfogliare pagine. Semplicemente.

Mermaids di Richard Benjamin (1990)


unacanzoneunlibrounfilm . (la rubrica inutile)

MGMT – kids (2008)

Powell_Interrogative-Mood5Interrogative mood di Padgett Powell (2011)
Questo libro è bello, originale, divertente e a tratti geniale. Fine della microrecensione. Io  ci ho provato eh, a rispondere a tutte le domande, e finisce che, no, non finisce proprio, torni solo in terapia per altri 5 anni, minimo. Molto bene. Mentre lo leggevo tempo fa, mi ricordo che la signora Lucia del bar, quella anziana che si trucca solo di azzurro acceso su tutta la palpebra  (vabe’ poco importa era per rendere onore a Lucia e al suo trucco cielo di agosto) Beh lei, tempo fa, mi ha fatto un discorso sull’amore: su quanto a volte renda orribili le persone, sul fatto ci si può amare ma non sempre stare insieme, su come lei stia da 50 anni con il marito perché, dice, le cose rotte ai suoi tempi si aggiustavano non si buttavano subito. Quello stesso giorno  poco prima di andarmene mi ha anche detto “fatti poche domande laura, sempre meno”. appunto.
e ho ripensato a questo libro. e alle sue infinite domande. ridondanti, totali. e mi sono chiesta.
“ma è la prima volta che lucia mi chiama con il mio nome?” risposta: sì. e ho sorriso, tanto. è il potere di sentirsi chiamare per nome. il proprio nome. e riconoscersi. è semplice no? (è primavera e io non so scrivere ma nella mia testa tutto questo aveva un senso, giuro. perdonatemi)

Beginners di Mike Mills (2010)


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Barry Louis Polisar “All I Want Is You”

L’iniziazione di Saul Bellow

NZOUn libro piccino piccino, iniziato e finito nel tempo di una pausa pranzo.
nel leggerlo, ho smesso di mangiare(che è pure un bene, grazie saul, il mio culone ringrazia), totalmente rapita.
Però che male.
Pensa a una cosa bella/brutta/che conosci/che non conosci/che vorresti/che desideri/che detesti/in cui inciampi/che assaggi/da cui fuggi… ecco, adesso pigia forte e affonda.
L’iniziazione è un libro che affonda. prende la penna e te la affonda nella pancia. magari anche un po’ ridendo, magari anche un po’ piangendo.

Io a saul gli voglio sempre bene.

 

 

 

Back to the future di Robert Zemeckis (1985)


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Ryan Adams – So alive (2003)


Always on your side, I’m on your side and so alive.

senza nomeSenza nome di Silvana D’Angelo ill. Valerio Vidali (ed. Topipittori)
In questo libro illustrato, con disegni delicati e semplici, c’è l’essenziale.
Un cane che pensa di non avere più un nome perché il padrone ormai si scorda un po’ troppo spesso di chiamarlo e ricordarsi di lui.
Servono poche tavole e pochi tratti per capire che ci sono vuoti che non per forza vanno riempiti.
E che il tempo è un po’ come una parrucchiera per signore.
Tu le dici cosa vorresti fare e lei fa un po’ troppo spesso quello che le pare. Ma c’è sempre tempo, adesso,  per dare nuovi nomi alle cose, per ricordarsi quelli che sono indelebili e per dire quanto si vuole bene.

 

Where the wild things are di Spike Jonze (2009)


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Jeff Pianki – Missing parts

consiglio anche di sentirlo mentre canta con la sorellina di cinque anni. qui. buffi loro.

Antonio Pascale – La manutenzione degli affetti(2003)

!!eGe6sQBGM~$(KGrHqEOKoYE0f7R7wBbBNV0Os8YU!~~_32Nodi che si stringono. nodi che si perdono. si slegano. si frantumano.
E’ come ripetere all’improvviso le tabelline dopo anni. che le sai, sei preparato eh, ma non hai ripassato e ti trovi a inceppare nel fatidico settepernove. e ridi, per una cosa piccola ma che ti fa pensare.
Sette storie, ben scritte. ironiche, malinconiche, bislacche.scorrono veloci ma tutto rimane dentro. raccolto. appiccicato.
Te le porti sul treno mentre torni dal lavoro. riecheggiano dentro. come quando al buio, una notte, non trovi la maniglia della porta, che era sempre stata lì, lì, e ti accorgi che dopo anni le cose si spostano, anche dentro casa propria. quella casa che credevi di conoscere tanto bene.
“la manutenzione degli affetti è un esercizio di duttilità”


Lost in Translation di Sofia Coppola
(2003)

grazie Bill, sempre.


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Fat boy slim – Weapon of choise (2001)

92840ka  La cacca di Nicola Davies (2005)

La cacca arcobaleno? e quella fossile dei dinosauri? lo sapevi che esistono i postini della cacca? e che la cacca più piccola è quella del pipistrello-farfalla?
Un breve e illuminante saggio di Nicola davies illustrato in modo delizioso da Neal Layton per scoprire divertendosi e sorridere. Due cose:  mi dispiace un sacco per l’efemera, che vita difficile e vi prego, non camminate mai dietro a un ippopotamo.

ciao.

Luci della città di Charlie Chaplin (1931)

you?


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Lucy Rose – Middle of the bed (2012)

il disagio con dolcezza.

La passeggiata di Robert Walser Ed. Adelphi (1919)

la-passeggiataCento pagine. Come cento passi. Come cento pensieri delicati che si muovono con i piedi e con le mani che girano le pagine. La passeggiata è un racconto breve di Robert Wesler in cui ho ritrovato condensati il potere della scoperta e della leggerezza. Quello che fa male si trascina lento e si attenua fino a diventare (forse) più leggero, affrontato con ironia e con lo sguardo disarmato e disarmante di chi si vuole fare stupire, da tutto, anche dalle parole.
Si ritrova ordine nel caos, passeggiando, o caos nell’ordine, andando incontro a tutto quello che non può e non deve essere evitato. Imparando metro dopo metro che non tutto può e deve essere risolto e capito subito.
E che ci sono cose piccolissime con un potere immenso.

Star Wars Episode IV: A New Hope di George Lucas  (1977)


unacanzoneunlibrounfilm. (la rubrica inutile)

Beach Boys – Wouldn’t It Be Nice (1966)
(good night. sleep tight)


Griffin & Sabine
di Nick Bantock, M. Birattari (Traduttore), C. Galli (Traduttore) (1991)

9780877017882Uno dei libri che più amo e a cui sono più legata. Un piccolo tesoro, la prima parte di una trilogia(the Griffin & Sabine trilogy) un po’ difficile da reperire in italiano ma che vale la pena di avere in qualsiasi lingua del mondo.
É la storia d’amore tra un artista di cartoline, lui, e una disegnatrice di francobolli, lei. A noi viene concesso il privilegio di leggere le loro lettere,  guardare a occhi spalancati le cartoline, le illustrazioni che si inviano, i loro pensieri, i loro cuori. E lo possiamo fare davvero, aprendo fisicamente le buste in cui sono contenuti i fogli, tenendoli fra le mani.
Mi sorridono gli occhi mentre scrivo, perché spiegare a parole qualcosa di così bello credo non serva.
Questo libro è la bellezza di scrivere una lettera, metterci un francobollo e spedirla a qualcuno a cui vogliamo bene o di scovare vecchie cartoline appartenute a chissà chi e immaginarne una vita, una storia e sentire tutto.
E’ emozionarsi. Come la prima volta, sempre.

 

Drive di Nicolas Winding Refn(2011)

come la prima volta, sempre, dicevo.


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Agnes Obel – Riverside (2010)

canzone e video sono qualcosa di prezioso, abbiatene cura.

Sillabari di Goffredo Parise Ed. Adelphi

sillabariQualcosa di semplice e bellissimo, da tenere sempre a portata di mano. Un piccolo “dizionario” emotivo: ogni lettera una parola, ogni parola un piccolo racconto; dalla lettera A di amore alla lettera S di solitudine, momento in cui il libro si interrompe.
Sono tutte  perle di bellezza e di minimalismo questi racconti, scritti fra il 1971 e 1972( sillabario n.1) e fra il 1973 e il 1980 (sillabario n.2) e poi riuniti in questo unico volume nel 1984. Come tanti piccoli pezzi di teatro, tanti momenti, tanti non detti , tante ombre che si mescolano costantemente in un’ atmosfera ricca di grazia e piena di vita.  Unico consiglio che mi sento di dare è di leggerlo poco per volta, una lettera al giorno, piano piano.
Qualcosa di bello ogni giorno.

I Goonies di Richard Donner(1985)

loro sono tutto. tutto tutto.


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School of seven bells – Half asleep (2008)

Prendersi del tempo per.

 

Alfred Hitchcook presenta Racconti per le ore piccole Collana Il brivido e l’avventura Feltrinelli (1962)

phpThumb_generated_thumbnailjpgUna deliziosa raccolta di racconti di terrore, horror e angoscia presentati da un genio: Alfred Hitchcock.
Tanti sono i nomi che si ritrovano, ognuno di loro con un più o meno piccolo racconto del mistero: Roald Dahl, George Langelaan, Montague Rhodes James, Robert Arthur, Ray Bradbury, Jerome Bixby, Margaret Millar e tanti altri.
Un libro da leggere in notti buie e fredde, al caldo sotto al piumone, pronti a saltare nel letto a ogni colpo di scena. E ce ne sono parecchi in queste brevi crime and fantasy short stories. (detsuanasgheps)
Un libro che è un gioiellino e anche un’esperienza, il suggerimento che viene dato a inizio libro è infatti quello di prendersi una notte e seguire l’orario indicato in ogni pagina, “se ne siete capaci…”
Una sfida a seguire il tempo di lettura di ogni racconto, in totale dalle dieci di sera alle sei del mattino circa.
Funziona ed è fantastico, davvero.
Lo è in ogni caso, anche pezzettino per pezzettino, ma se si accetta la sfida, è sul serio un viaggio pieno di suspance a cronometro, intelligente ed ironica. Ed è un privilegio potersela concedere.
(Piccola nota: può essere parecchio difficile trovare il volume unico, assai raro, ma esiste anche frammentato in splendidi piccoli volumi gialli editi da Garzanti negli anni settanta. Credo che in biblioteca o tra la polvere di qualche scatolone e mercatino, anche on line, lo si riesca comunque a trovare.)

Trovatelo, imperativo categorico.

 

Pretty in pink di John Hughes (1986)

Duckie, tvtb.


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Erato – It’s not my fault I’m happy (2012)

un’epifania.

Franny e Zooey di J. D Salinger ed. Einaudi (1961)

Mi ca24974_378205337829_122630982829_3755904_1319356_apita spesso di tenerlo con me. Così, come altri libri che ciclicamente si alternano nella mia borsa. Un talismano, un amuleto: una sicurezza. Non serve una trama densa e piena di avvenimenti per scrivere qualcosa di meraviglioso.
Ci sono i membri di una famiglia, stramba. Le loro vite, il loro passato, il loro presente. I luoghi, le parole che si scambiano e tirano fuori tutte le nevrosi, le ansie, le gioie, le crisi, i meccanismi che sono dentro di noi. I personaggi e dialoghi perfetti, quasi teatrali. Momenti in cui sei totalmente immerso e rapito e poi sbaaam due righe dopo ti ritrovi a piangere mentre la gente ti guarda stranita e non sai nemmeno perché. O forse lo sai benissimo. Un’empatia fortissima pagina dopo pagina. Le ossessioni e le crisi, gli schemi mentali e un ottimismo cinico, i difetti che diventano così naturali e consueti da non farci sentire di fronte a degli estranei, ma qualcuno che conosciamo. Qualcuno di famiglia, qualcuno che, in fondo in fondo ma nemmeno tanto, siamo un po’ anche noi.                        E poi l’amore, quello viscerale, di pancia, quello a prescindere. Quello immenso.

Hanna di Joe Wright (2011)

I just missed your heart.


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Ola Podrida – Donkey (2009)

Gli Uccelli di Germano Zullo, Albertine (illustratore) ed. Topipittori (2010)

Pagine piene di colori e disegni sottili, piccoli, delicati.
Poche frasi seminate qua e là.
Niente di troppo melenso o sdolcinato. Solo quello che serve. Solo il necessario.
C’è un camioncino rosso e un uomo che, come tutti i giorni, se ne va a lavorare.
Ha solo occhi grandi e la capacità di guardare e sentire.

Un dettaglio, quando ti concedi di saperlo vedere, prende la forza della meraviglia e te la restituisce sottoforma di bene.

Ah, età: dai 3 anni

 

Touch of evil(L’infernale Quinlan) (1958)
Il piano sequenza iniziale di uno dei capolavori di uno dei miei grandi amori, Orson Welles.
Semplicemente perfetto. Fine.

Giuda ballerino.


unacanzoneunlibrounfilm. (la rubrica inutile)

The Staves – Winter trees (2011)

Semplici e delicate. Una calamita.

Douglas Coupland “La vita dopo Dio” Ed. Tropea Collana Est (2000)

Letto e riletto, anche di recente. (Grazie insonnia.)
Secco, asciutto ma limpido ed essenziale. Fatto di giganteschi frammenti di vita accompagnati da piccoli disegni che ti fan venir voglia di abbracciare il libro ogni dieci pagine.
Un libro che è sempre stato quello giusto al momento giusto: il momento in cui si passa il segno e si ha paura, il momento in cui si sente solo il bisogno di difendersi da sé stessi.
Un libro prezioso come la mano stretta e il silenzio di un amico, potente come il quieto frastuono della superficie (im)perfetta delle cose che si spezza.
Ma tu continua a stringere, forte.

“Quanto è difficile raggiungere quel punto dentro di noi che si mantiene puro, quel punto che non riusciamo mai a sfiorare ma che sappiamo esistere. E cerco di raggiungerlo.”

Ghostbusters (1984)

weeee gooot ooone!

Lauralali
ovvero Laura ovvero Lali. io. (qui)
Sguazzo nel disagio. Quello che mi piace e non mi piace parla spesso per me.
Per questo scrivo unacanzoneunlibrounfilm. Una rubrica inutile.
Ho gli occhi grandi, mi circondo di libri, dinosauri, cerotti e pois.
Riesco a cadere da ferma, amo il Teatro e i palindromi.
Mi piacciono i pastrugni.
A volte rido come George McFly.


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