NYC Ballads #3

NYC-3

Da me ci sono due porte, una per entrare e una per uscire. Rigorosamente divise. Dalla porta d’ingresso non si può uscire, e da quella di uscita non si può entrare. Tutti seguono questa regola. Possono variare le modalità, ma tutti finiscono per andare via. C’è chi è andato via per sperimentare nuove possibilità, chi per risparmiare tempo. Qualcuno è morto. Fatto sta che non è rimasto nessuno. Tranne me, unico superstite. La loro assenza è sempre con me. Le loro parole, i loro respiri, i motivi canticchiati a bassa voce, aleggiano come polvere negli angoli di casa mia.

Dance Dance Dance, Haruki Murakami

NYC ballads #2

Si pensa che il mondo sia autosufficiente. Ma nulla è autosufficiente. Ogni cosa fa parte di qualcos’altro. I miei piccoli giorni si riversano negli anni luce. Ecco perché posso solo fingere di essere qualcuno. Ed ecco perché quando ho cominciato a lavorare a queste pagine mi sono sentito un duplicato. Non sapevo se fossi io a scrivere oppure qualcuno a cui volevo assomigliare.

Cosmopolis, Don DeLillo