Tre allegri. Io un po’ meno.

32400_10151219291799004_1937504221_n

Chiedo scusa da subito se in queste righe ci saranno cose personali, a volte capita di mettersi a nudo, in momenti così, in cui è difficile fare finta di niente e tutto quello che vorresti dire lo tiri fuori dalla gola. E va finito scritto in html.

Se mi chiedessero una cosa che mi identifica è La prima cosa bella, di Virzì, il momento in cui Mastandrea stringe la mamma e gli dice piano piano “mamma perchè io non riesco ad essere mai felice” e la mamma neanche lo sente.
Sarei stupido se dicessi di non sentirmi così, in un anno come questo poi, in cui ho avuto non tanto da ridere (ma anche cose belle). Magari non sembra perché sono alto unoenovanta e la gente pensa magari che se si è grossi così uno sia tenuto a non stare male. Succede invece il contrario. Ed è successo questo 2012, che non assumerà per questo a titolo di anno di merda ma semplicemente a titolo di anno in cui sono successe certe cose. Non belle.

Scusate la ripetizione.

Davide Toffolo sono convinto che sia una persona che un fondo di malinconia la abbia, altrimenti non scriverebbe quelle graphic novel bellissime (e malinconiche) e non avrebbe chiamato il suo gruppo Tre allegri ragazzi morti.
L’anno 2012 è quello che esce un loro disco (dei tre allegri) che si chiama Nel giardino dei fantasmi, che è un disco strano, triste a suo modo (per i contenuti) e bellissimo.
Diciamo che ci sono dei dischi, e delle canzoni che stanno dentro a quei dischi, che ti cercano, che aspettavano in un certo modo. A te viene da dire “ma non te potevi fa i cazzi tua?” e invece a suo modo che ci sia qualcuno, un po’ come te, ti consola.
Tornando a noi, il disco riprende un po’ quel reggae cantautorale del disco precedente (ed io odio il reggae ma questo e così lo amo) con le deviazioni tipo Violent Femmes, che sono un po’ più nelle corde dei TARM e di quella malinconia.
C’è che tutto gira intorno alle parole di chi chiude qualcosa e che una maniera per andare avanti a suo modo la trova, o la cerca. Io ancora non l’ho trovata ma diciamo che ci giro intorno e la troverò.

C’è che ci sono quei dischi, e quelle canzoni che non le aspettavi ma arrivano. Che forse era meglio tenere dentro un cassetto ma che benedici che ti centrino come un martello.
Nel giardino dei fantasmi è quel disco che mi ha riconosciuto, che non era meglio stesse nel cassetto perché di cose da dire ne ha e tante (almeno a me) e che diciamolo, una volta tanto, che stare male a volte fa bene.
Tutto qui

è un momento poi passa. Giuro passerà.

 

Top 10 Film 2010 – Byron

In ordine quasi casuale, i miei film preferiti (usciti nelle sale in GB nel 2010):
Bright Star (Jane Campion), Whip It (Drew Barrymore), A Single Man (Tom Ford), Un Prophète (Jacques Audiard), Exit Through the Gift Shop (Banksy), Over Your Cities Grass Will Grow (Sophie Fiennes), Soul Kitchen (Fatih Akin), Another Year (Mike Leigh), Kynodontas (Yorgos Lanthimos), The Social Network (David Fincher).

Mozione d’onore “ce l’hanno quasi fatta”: Scott Pilgrim mi ha divertita tanto lì per lì ma poi mi sono convinta che fosse un film “da maschi” e niente, così come mi era entrato nel cuore è evaporato. Da poco ho recuperato La Prima Cosa Bella, e signoreiddio, ho pianto come non piangevo al cinema da anni, ma poi pure lui, niente. Winter’s Bone mi è piaciuto ma è molto su un tono solo e dopo un iniziale entusiasmo potrebbe essere solo un onesto undicesimo. Carlos, molto bello ma ne ho visto solo la versione breve e non mi sento di qualificare un lavoro che ho visto a metà.

Invece Avatar dopo i primi 15 minuti a bocca aperta mi ha annoiata, Inception mi ha delusa, Up in the Air l’ho visto l’anno scorso, Toy Story 3 non l’ho ancora visto perché sono sposata con uno che non aveva ancora visto parte 1 e 2 quando è uscito al cinema. Che vi devo dire: a me sono piaciuti questi. Alcuni perché sono film importanti e seri, altri perché mi hanno molto divertita, alcuni perché mi hanno fatto un male cane, altri perché, volente o nolente, non mi sono più usciti dalla testa. Sono tutti film un po’ particolari, quasi nessuno straordinario, quasi nessuno davvero sconvolgente (ripensiamo un po’ a quando abbiamo visto Mulholland Drive o The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford, signori e signore, ecco a voi: sconvolgente). Sono film che parlano principalmente della cosa che più mi ha tenuta occupata quest’anno, la domanda “chi sono io, e in che mondo vivo?” Dei motivi precisi potrei parlare per ore, se interessano lasciate commenti e domande.

E a voi quali film sono piaciuti nel 2010?