Top Albums 2012 – Pistakulfi

non volevo farla quest’anno, per due motivi.
uno, non scrivo mai, giorgio mi vuole bene e ormai sono come babbo natale, passo una volta all’anno.
due, la lista che state per leggere è il risultato di un numero di ascolti nettamente inferiore a quelli che sono solito fare.
insomma, mai come quest’anno, è la MIA lista, troppe cose non ho ascoltato, ma chi se ne frega.
è una lista molto random, ho pensato a questa cosa delle dinamiche che ti portano ad un disco, ebbene negli anni vedevo sempre una fonte, un’ispirazione, più o meno stupida ma la vedevo, dai dj set quando cellulari e internet erano un abbozzo in divenire, alle riviste specializzate, fino ad arrivare ai blog e i forum.
Quest’anno invece se ci penso non trovo niente di preciso, se non il caos e me stesso.

Comunque, ho deciso di scombinare un poco le carte e fare diverse top 5

Top 5 Retromania

1 – Disappears – Pre Language
kranky records, di solito sinonimo di qualità, copertina bianco e nero, secondo lavoro per loro dopo l’ottimo esordio e passo avanti nettissimo. si c’è una novità, alla batteria, per chi non lo sapesse, c’è Steve Shelley dei sonic youth (uno dei miei gruppi preferiti? nooooooo che dite?). il suo tocco si sente eccome e il kraut si abbina a tutto ciò che di meglio esiste nell’indie rock. Hibernation Sickness

2 – Pop. 1280 – The Horror
sacred bones records, che di solito è sinonimo di belle copertine, disco d’esordio from new york city. schegge noise e atmosfere wave ma di quelle malate e contorte, tipo birthday party e suicide. Crime Time

3 – Unsane – Wreck
vabbè cosa volete sapere sugli unsane. kekko cosa dico? per me basta solo il fatto che spencer, curran e signorelli spaccano come e più di prima. violenza sonora come se non ci fosse ieri. altro che domani. No Chance

4 – Pontiak – Echo Ono
i tre fratelli barbuti fra una cosa e l’altra sono arrivati nel giro di pochi anni al sesto disco. sempre piaciuti ma mai come questa volta, li trovavo sempre un po’ fuori fuoco o troppo sperimentali in quello che poi in fondo dovrebbe essere hard rock di grana grossa. ecco qui ci sono solo pezzi di grana grossa. Lions of Least

5 – Deftones – Koi No Yokan
scrivevo scelta di CORE due anni fa quando misi in cima diamond eyes nella lista 2010. questo secondo me sta leggermente sotto ma 7 centri su 7 album è il grido di battaglia. sempre fedele ragazzi, sempre fedele. Graphic Nature

Top 5 Giramanopole

1 – Clubroot – Clubroot III (MMXII)
come mi ha detto un amico “ma è uguale agli altri due precedenti” vabbè io l’ho conosciuto quest’anno Dan Richmond e la sua dubstep profonda e scura come la pece. atmosfere dark e spazi siderali. se vi piace cercatevi anche i precedenti chiaramente. e consideratelo il mio album dell’anno. Faith in Her

2 – Orbital – Wonky
il mio album elettronico favorito ever (In Sides) proviene dal lontano 1996 e porta la firma dei fratelli Hartnoll. tutto mi sarei aspettato tranne un ritorno simile dopo 8 anni e un lavoro che forse contiene qualche arrangiamento un po’ eccessivo ma che lascia a bocca aperta per le soluzioni. Beelzedub (live)

3 – Squarepusher – Ufabulum
forse si era un po’ perso ultimamente, qui con Ufabulum è tornata la voglia di essere aggressivi, di prendere il toro per le corna, di fondere tutto, quando penso ad ufabulum mi vengono in mente la metallurgia e i metalmeccanici non so perché. elettronica da fabbrica di montaggio. Un album politico. Dark Steering

4 – Lone – Galaxy Garden
atmosfere danzerecce acid-house e rave persi nella memoria. un po’ balearic, al limite estremo dei miei gusti ma vince e convince e ripeto che non so che farci a volte se non danzare. Crystal Caverns 1991

5 – Gareth Clarke – Factory Brew
ecco, tornando al discorso di prima, non ho la minima idea di come sia arrivato a questo album, a volte penso non esista proprio. se qualcuno lo vede in giro mi avverta. Sublightweight

Top 5 Italians do it better

1 – Havah – Settimana
Havah è Michele Camorani batterista nei La Quiete. Havah è dal lunedì alla domenica. Havah è post-rock, Havah è shoegaze, Havah è wave. Havah è “finchè la passo liscia ripeto gli stessi errori come una formula giusta” tatuato sul cuore. Mercoledì

2 – Uochi Toki – Idioti
ogni volta che lo metto mi chiedo “ma io cosa ci faccio qui?” a sentire questo duo di Alessandria con un pazzo che declama su basi (industrial? si) dell’altro pazzo. poi ho scoperto che riesco ad emozionarmi per un trattato sull’alimentazione, Sberloni. e anche per tante altre cose. pazzeschi.

3 – Offlaga Disco Pax – Gioco di Società
voglio troppo bene agli offlaghi. quando uscì gioco di società, o meglio il singolo “parlo da solo”, pensai chiaramente che l’avessero scritta per me. less is more, sembra anche il loro modus operandi per un album tanto ispirato quanto essenziale, come se non lo fossero mai stati. ora non parlo più da solo, ora è solo Desistenza. Prima o poi scenderai da sola, dal muro.

4 – Disquieted By – Lords of Tagadà
Ancora col punk? ancora con questa maledetta adolescenza hc? son bravi ragazzi. e poi solo per il commento originale del gol del secolo infilato dentro Mami Mami Corazon io su questo post ce li metto

5 – Newclear Waves – Newclear Waves
Dio benedica la Mannequin Records. Detto questo, qui siamo dalle parti del feticismo puro. quello che si chiama minimal cold wave. un gelido sentire, un primordiale richiamo, è sempre bello tornare a casa. The Black Hand

Top 5 Varie ed eventuali (ovvero non sapevo dove metterli)

1 – Beak> – >>
il supergruppo con a capo geoff barrow dei portishead torna ad ammaliare con le solite trame kraut-rock in salsa psichedelica. Fast forward Yatton

2 – JK Flesh – Posthuman
sapete quanto vogliamo bene da queste parti a Justin Broadrick e a tutte le sue incarnazioni. se quella come Jesu cominciava a tirare la corda sul versante shoegaze, la nuova in versione JK Flesh torna sul versante Godflesh col metal industriale che si poggia sulle profondità del dub. Tutto o niente come al solito. Tutto. Idle Hands

3 – Monica Richards – Naiades
ho capito che esiste una trinità di dee nel mio mondo musicale. a destra siede Anneke Van Giersbergen dei Gathering, a sinistra Amanda Palmer dei Dresden Dolls e in mezzo c’è Lei, la Musa di Faith and the Muse. Monica, adottami! We Go On

4 – The Soft Moon – Zeros
l’album di esordio della sigla in questione rimane lontano anni luce da questo, ma due tre pezzi di quelli da wave gelida e muscolosa, quei muscoli asciutti, da arrampicatori, il buon Luis Vazquez ce li regala sempre. Insides

5 – Cold Showers – Love and Regret
troppe volte negli ultimi anni sono usciti gli epigoni di un’epopea post-punk new wave da revival posticcio e fuori tempo massimo. pochi hanno dimostrato di saper scrivere in un certo modo e tanto meno di possedere il sacro fuoco innovativo dell’epoca. finiranno male pure questi… intanto Violent Cries

Premio ristampa dell’anno

UV POP – No Songs Tomorrow
sentite che roba, maledetti! 

Premio compilation dell’anno

Trevor Jackson presents: Metal Dance
una sequenza impressionante di suoni EBM, INDUSTRIAL, POST PUNK, direttamente dai club anarcopunk che mi piacciono tanto. Ma qualcuno ci va ancora a ballare?

buon 2013 a tutti (a no… scusate… domani c’è la fine del mondo…)

Top Albums 2011 – Pistakulfi

1# Belong – Common Era (dark-ambient,shoegaze)
Introspezione. Volersi bene. Fregarsene di tutto se non del piacere di ascoltare questa cosa qui, da solo, di notte, guardando il cielo. Elevato e immenso come Deneb, profondo e scuro come la Fossa delle Marianne. The Dark Side of Loveless o se preferite The Shoegaze Side of Faith.
Different HeartPerfect Live

2# Crash Of Rhinos – Distal (emocore,post-rock)
Un disco meraviglioso. Dietro la scorza che tanto piace agli emokids e i tanti cori da cantare a squarciagola, una padronanza dei mezzi ed una dimestichezza esecutiva strabilianti tanto da farmi pensare che in futuro potrebbero fare molte cose differenti con quelle corde e quella batteria.
StiltwalkerAsleep

3# Mogwai – Hardcore Will Never Die But You Will (post-rock)
Quanto sono antipatici? Quanto sono spocchiosi? Almeno quanto sono bravi. Questi non sbagliano un album manco sotto tortura. Un lavoro di una maturità impressionante fra tipiche partiture sognanti e potenti divagazioni post-metal. Inoltre live dell’anno in due occasioni. Mogwai will never die but you will.
You’re Lionel RichieHow To Be A Werewolf

4# Balaclavas – Snake People (post-punk,noise-dark)
Dopo il bel debutto dello scorso anno, tornano con un lavoro anche migliore fra episodi post-punk tiratissimi, esperimenti tribali di P.I.L.iana memoria e addirittura improbabili incroci fra ritmi dub e il kraut. Uno dei segreti più belli dell’underground a stelle&strisce.
Down And Loose – Legs Control – Hard Pose

5# Raein – Sulla Linea D’Orizzonte Tra Questa Mia Vita E Quella Di Tutti (emocore)
Questo si chiama SUPPORTARE. Disco autoprodotto di una band nata anni fa da quella scena emo/screamo che quest’anno ha fatto parlare di nuovo di sè. Disco che tracima lacrime e sangue. Che crea brividi ed emozioni. Che vibra di soluzioni chitarristiche e melodie in primo piano. Supportateli.
NirvanaCostellazione Secondo Le Leggi Del Caso

6# Tunnels – The Blackout (coldwave)
E qui piombiamo in pienissima ondafredda. Nicholas Samuel Bindeman dopo una serie di lavori astratti e sperimentali, vira deciso verso i territori franco-belgi di inizio anni 80. Una riproposizione dei Charles de Goal, per chi li conoscesse. Synth gelidi, bassi profondi, voce meccanica. Astenersi perditempo.
Crystal ArmsSolid Space

7# TV Ghost – Mass Dream (post-punk,noise)
La mitica In The Red sforna anche quest’anno la sua dose di sound urticante. Dopo il caotico esordio di due anni fa i TV Ghost tornano con un disco leggermente più complesso, più arty, più scuro, ma sempre pervaso di urgenza post-punk. Un concentrato di chitarre noise applicate all’anima scura del rock’n’roll.
The Winding StairSleep Composite

8# Sex Church – Growing Over (garage,noise)
Gran lavoro per i canadesi Sex Church. Ai tag enunciati sopra aggiungete un tocco di psichedelia e l’ombra lunga del post-punk scuola Wipers. Chitarre fuzz e circolari si alternano a episodi più diretti e muscolari. Da Vancouver per la Load Records. Non solo indie da quelle parti.
Beneath The BottomGrowing Over

9# Be Forest – Cold. (new wave,post-punk)
Da solo metto insieme gli anni dei due terzi di questo gruppo di Pesaro. C’è qualcosa che non va forse… Molto più onestamente direi che hanno fatto un album perfetto per quel che riguarda sensibilità wave e tendenza a guardarsi le scarpe. Cure, Cocteau Twins e Asylum Party. A chi ha tirato fuori gli XX dico che questi se li mangiano proprio.
Wild BrainFlorence

10# Iceage – New Brigade (hardcore,post-punk)
Nel sottobosco underground sono stati un pò l’hype e avrei voluto tanto vederli sanguinare dal vivo. Ma l’album spacca come poche altre cose. I giovani danesi uniscono l’impeto accacì blackflaghiano al post punk di Mission of Burma e al lirismo dei Wire. 24 minuti di assalto sonoro puro. Speriamo muoiano qui e vengano così consegnati al culto.
White RuneYou’re Blessed

11# Primus – Green Naugahyde (funk-metal)
11 anni di attesa. Quella dei Primus è una storia strana. C’è chi li snobba e chi li adora. Mai troppo duri per i metallari. Sempre troppo prog per gli indie. Io (che non sono ne indie ne metallaro) li ho sempre adorati. E se (mi rivolgo a chi prende un disco all’anno magari sotto Natale) state per acquistare il nuovo RHCP, no, prendete questo. LES CLAYPOOL.
Hennepin CrawlerExtinction Burst

12# Lower Heaven – Today Is All We Have (shoegaze,psychedelic)
Una carezza. Sognante ed evocatico come un disco degli Slowdive, psichedelico e circolare come un disco dei Black Angels. I losangelini Lower Heaven sfornano 8 tracce di una bellezza imbarazzante, quella che di solito si vede in giro nei primi giorni di primavera.
Su Discogs non esiste. Fidatevi.
Today Is All We HaveDone Nothing Wrong

13# Gazebo Penguins – Legna (emocore,post-HC)
Nell’anno in cui la rabbia fine anni 90 è tornata prepotente, i Gazebi hanno pagato, almeno per me, le uscite di Crash of Rhinos e Raein. Invece col tempo (e con il devastante live) ho compreso la reale portanza di questo lavoro che sulla sensibilità emocore innesta dosi massicce di chitarre post-hc e stoner (Cinghiale). E quanto suona bene.
Senza Di Te (è dedicata ad una gatta, l’eternità per loro)Cinghiale

14# Cult Of Youth – Cult Of Youth (dark-folk)
Mi rendo conto solo ora che entra in questa classifica il primo disco Sacred Bones (come numero di lavori eccellenti etichetta dell’anno). I Cult of Youth smussano un poco le loro irruenze post-punk e disegnano un disco monolitico punk-folkloristico, scuro e druidico con molti arrangiamenti di archi. Dei New Model Army nella foresta.
Lace Up Your BootsCasting Thorns

15# Human Eye – They Came From The Sky (art-noise,garage)
Ancora Sacred Bones. Un gruppo profondamente garage-punk primi anni 70 che gioca con la science-fiction e gli alieni. Schizzi di follia rock ‘n roll e marzialità post-punk. Tutto ciò dalla città di Stooges e MC5.
The Movie Was Real – Brain Zip (Kickin’ Back in the Electric Chair)

16# Ringo Deathstarr – Colour Trip (shoegaze,pop)
Questo rischia di essere il disco POP della top. Anzi lo è sicuramente, l’ho inserito perché ascoltato parecchio per controbilanciare. La matrice è MyBloodyValentine, chiaramente, come se fossero abbandonati in un negozio di caramelle. Melodie appiccicose e chitarre cool. Sicuramente i pezzi li hanno e sono meglio dei Painsofbeingetcetc
Two GirlsTambourine Girl

17# The Men – Leave Home (noise,post-punk)
Altra scheggia impazzita dalla Grande Mela a volumi altissimi e velocità ipercinetiche. Un frullato di chitarre a rincorrersi su uno sfondo urbano e violento. Altra chicca dalla scuderia Sacred Bones.
BatailleNight Landing

18# J Mascis – Several Shades Of Why (songwriting della madonna)
Io ho un gran difetto. I nomi e cognomi in musica, insomma le sigle che non indicano un “gruppo”. Ma qui c’è poco da fare o girarci intorno, lo zio J è lo zio J e il fatto che mi sia trasferito in paese con un camino a disposizione, la neve imminente, il vino, la cioccolata calda… insomma, riscaldami il cuore J.
What HappenedSeveral Shades Of Why (live con corda che salta)

19# Moon Duo – Mazes (psychedelic,garage)
Progetto della mente acida di Ripley Johnson dei Wooden Shjips insieme alla compagna Sanae Yamada e altro disco Sacred Bones (almeno negli States). Si intitola Labirinti e sono proprio quelli percorsi dai due in compagnia della psichedelia degli Spacemen 3, del kraut dei Neu! e del garage-surf tardo anni 60.
In The SunMazes

20# Tropic Of Cancer – The End Of All Things (dronegaze,coldwave)
Non è un vero e proprio album. E’ una raccolta dei primi singoli più alcune tracce inedite e una cover dei Soft Cell. Camella Lobo e John Mendez svelano la loro doppia anima di manipolatori ambient-drone e synthwaver. Segnalo anche l’uscita del 12″ The Sorrow of Two Blooms.
Be BraveVictims

E siccome mi son fatto prendere la mano vi piazzo pure la Top Five EP 2011

1# Naked On The Vague – Twelve Dark Noons (no wave,psychedelic)
Probabilmente la miglior uscita assoluta 2011 della Sacred Bones. I Naked On the Vague sono australiani e vantano 5-6 anni di carriera alle spalle come versione dark-underground-pazza dei Liars. Questo EP è anche la colonna sonora del cortometraggio omonimo e si sposta su territori più psichedelici mantenendo intatta la sua anima oscura e sperimentale.
Clock Of 12’s – The Gift

2# The Soft Moon – Total Decay (post-punk,coldwave)
In questo preciso momento, se avessi la possibilità di suonare, suonerei così. Dal giro Blank Dogs e affini, quelli che la wave non la sputtanano, dopo l’omonimo folgorante disco d’esordio che ascoltai solo a Natale e non finì in nessuna classifica, tornano con un EP di 4 tracce, crudo, secco, definitivo. Ricordatemi così.
Alive – Repetition

3# Slowness – Hopeless But Otherwise (shoegaze,indie)
In bilico fra Film School e Galaxie 500 la nuova speranza shoegaze si chiama Slowness. Quattro tracce perfette fra chitarre sognanti, sezione ritmica serrata e liriche commoventi. Da San Francisco. E poi quella copertina…
Duck & Cover – Slowboat

4# Shaved Women – Shaved Women (hardcore,noise-punk)
Brutti (forse), sporchi e cattivi. Hardcore punk e noise per questa band semisconosciuta di cui non si riescono a trovare molte notizie. Il massimo che posso fare per voi è linkarvi direttamente il bandcamp (ma anche lì non ci sono tutti i pezzi per dire manca una cover dei Die Kreuzen) e fatevi del male.
Shaved Woman EP

5# Pleasure Leftists – Pleasure Leftists (post-punk,gothic)
DeathRock. Gothic. PostPunk. Siouxsie. The Sound. 1978 fading to 1983. Riuscirò mai a venirne fuori?
Suits – Nature Of Feeling

Grazie per l’attenzione e buon 2012 (che, come sappiamo, porterà la fine del mondo etc etc)

Del perchè i Lucertulas sono venuti qui a mostrare il credo

Gli amori, quelli belli, sono quelli a prima vista che ti fanno prendere e buttare tutto senza senno.
Gli amori a prima vista sono quelli che neanche ti ricordi del perchè sei arrivato a quel punto nè in che modo, ovviamente.
Gli amori, tolti quelli della vita, che la vita possono anche rovinartela (e cosa c’è di più bello di farsi rovinare la vita per un amore andato a male? pensateci) sono a volte film, dischi, gruppi.
Il mio amore, spassionato, attuale e spero futuro sono i Lucertulas.
Vedo i ghigni per un nome che sembra strappato a una congrega di mariachi che manco Rodriguez, vedo il sopracciglio che si inarca e magari fa paralleli con un altro gruppo magari con un nome di provenienza linguistica vicina e che ne so, magari i Mosquitos (altro grande gruppo), no non c’entrano niente nè coi Mariachi, nè con l’indie.
I Lucertulas sono uno di quei gruppi che ha un solo presupposto, spianare il culo uditivo di chi ascolta, e un gruppo così, con un approccio così (che più hardcore permettetemi, davvero non si può nel senso di compromessi), se non è raro poco ci manca.
Mettete un frullatore grande dove dentro possono girare sferragliate alla Shellac, ruvidezze hardcore a casaccio (dicono Unsane ma soprattutto US Maple), noise che Dio lo manda, tutto quello che può passarvi in mente dal post punk al post hardcore resettatelo e mandatelo avanti registrato su una cassetta di vent’anni fa. Con quello sporco e quell’aria grezza che vi siete scordati.
Un disco così (e un gruppo così non poteva che uscire dagli studi di Favero – Dio sempre lo benedica) ve lo dico ve lo sareste immaginato tranquillamente sulle pareti dei noleggiatori cd nel 93 magari vicino agli Helmet, magari vicino a Henry Rollins.
Hardcore perdio, anche se non è proprio hardcore, ma di una roba così e senza compromessi, cazzo se ce ne aveva bisogno una scena asfittica (in questo paese) come il culo di un settantenne sulla tazza di un cesso.
Viva Dio che c’è chi ogni tanto ci prova.

Lucertulas - The Brawl (Disco in download) (a 10 € vi portate via Cd e 12“)

Recensione spettacolare di Kekko su Bastonate (è amico mio)