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Tre Allegri Ragazzi Morti – La mia vita senza te

Del disco ne ho parlato più che abbastanza (quasi quanto Springsteen negli ultimi mesi) il video è una cosa piccola, tenera e dolce come solo i TARM sanno essere. Perché alla fine se ti metti a cantare una canzone con il linguaggio per i sordomuti non solo fai una cosa anacronistica ma la fai bella. Poi ci sono le scivolate, Toffolo che batte il piede, la canzone che è bellissima.

Laura Welsh – Ghosts 

Se non la conoscete già occhio a questa, tenetela d’occhio in maniera durissima, ne parlano come della nuova Florence (and the Machine a me personalmente ricorda più come timbro Natasha Khan) , il brano è molto lirico, lei ha una voce che secondo me ha spaccato quattro microfoni. Un po’ di quelle cose che alla fine se vedi a X-Factor fatte male sbotti e dici “e che du maroni”. Fatte bene invece sono una roba strapotente come questa. Il video è tutto di una fotografia meravigliosa

David Bowie – Where are we now

il Duca è tornato. La canzone fa schifo al cazzo, il video anche ma non fa niente. Il Duca Bianco è tornato. E basta.

Tre allegri. Io un po’ meno.

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Chiedo scusa da subito se in queste righe ci saranno cose personali, a volte capita di mettersi a nudo, in momenti così, in cui è difficile fare finta di niente e tutto quello che vorresti dire lo tiri fuori dalla gola. E va finito scritto in html.

Se mi chiedessero una cosa che mi identifica è La prima cosa bella, di Virzì, il momento in cui Mastandrea stringe la mamma e gli dice piano piano “mamma perchè io non riesco ad essere mai felice” e la mamma neanche lo sente.
Sarei stupido se dicessi di non sentirmi così, in un anno come questo poi, in cui ho avuto non tanto da ridere (ma anche cose belle). Magari non sembra perché sono alto unoenovanta e la gente pensa magari che se si è grossi così uno sia tenuto a non stare male. Succede invece il contrario. Ed è successo questo 2012, che non assumerà per questo a titolo di anno di merda ma semplicemente a titolo di anno in cui sono successe certe cose. Non belle.

Scusate la ripetizione.

Davide Toffolo sono convinto che sia una persona che un fondo di malinconia la abbia, altrimenti non scriverebbe quelle graphic novel bellissime (e malinconiche) e non avrebbe chiamato il suo gruppo Tre allegri ragazzi morti.
L’anno 2012 è quello che esce un loro disco (dei tre allegri) che si chiama Nel giardino dei fantasmi, che è un disco strano, triste a suo modo (per i contenuti) e bellissimo.
Diciamo che ci sono dei dischi, e delle canzoni che stanno dentro a quei dischi, che ti cercano, che aspettavano in un certo modo. A te viene da dire “ma non te potevi fa i cazzi tua?” e invece a suo modo che ci sia qualcuno, un po’ come te, ti consola.
Tornando a noi, il disco riprende un po’ quel reggae cantautorale del disco precedente (ed io odio il reggae ma questo e così lo amo) con le deviazioni tipo Violent Femmes, che sono un po’ più nelle corde dei TARM e di quella malinconia.
C’è che tutto gira intorno alle parole di chi chiude qualcosa e che una maniera per andare avanti a suo modo la trova, o la cerca. Io ancora non l’ho trovata ma diciamo che ci giro intorno e la troverò.

C’è che ci sono quei dischi, e quelle canzoni che non le aspettavi ma arrivano. Che forse era meglio tenere dentro un cassetto ma che benedici che ti centrino come un martello.
Nel giardino dei fantasmi è quel disco che mi ha riconosciuto, che non era meglio stesse nel cassetto perché di cose da dire ne ha e tante (almeno a me) e che diciamolo, una volta tanto, che stare male a volte fa bene.
Tutto qui

è un momento poi passa. Giuro passerà.

 

Io me e i Tre allegri ragazzi morti

La mia storia coi Tre Allegri Ragazzi Morti è semplice e a suo modo quasi complicata.
Io ho sempre amato il punk, partiamo da questo, e la prima “botta” che ho avuto dai treallegri è stata quindiciannigià e, voglio dire, non era una botta da poco, quindi l’incipit era stato di tifo assoluto. A me l’idea dei tre massimo quattro accordi e del uantutrifor è sampre piaciuta, tanto, vuoi perché non so suonare, vuoi perché le canzoni così sono le più facili da imparare e vuoi perché durano poco e non ti annoiano mai e si cantano in compagnia.
Insomma a me i TARM (facciamo così, che è più breve) sono piaciuti e da subito. E tanto anche, pur non avendo mai comprato un disco era un rito di cassettine, video su vhs e cose così che era un po’ brutto sfatare (e ad oggi non ho un disco, sarebbe il caso che iniziassi) e insomma, le cose vanno in modo che io li continui ad ascoltare, la gente intorno a me un po’ li detesta un po’ dice “maddai gruppo da pancabbestia” appena li sente nominare e io stupidamente, un po’, mi inibisco.
Il salto è un po’ in avanti, con sto uovo sodo che non va né su, né giù come diceva Virzì, con me che un po’ fatico a dire che i TARM sono un gruppo che ascolto, di cui so i testi, e quelle poche volte che mi scappa, il mio gusto, e lo dico, la gente intorno non mi capisce, ride. Ma vabè, roba in più roba in meno per cui la gente ride di me che differenza fa.
Ho una storia con una ragazza che la prima cosa che mi dice è che le piacciono i treallegri; ok non sarà la prima cosa che dice ma tra le prime, e a quel punto mi sento “libero” di professare che ascolto un gruppo punk italiano che viene da Pordenone. Intervisto anche Enrico Molteni per la riedizione dei demo dei Fargo. Compro graphic novel di Toffolo e insomma, a suo modo tutto quadra.
Uno degli insegnamenti della vita è che quando sembra che tutto quadra, tutto non quadra per il cazzo e così è.
E io per un po’ non riesco più a neanche sentir nominare i treallegri, li identifico con troppo, uno stato di libertà e una delusione che a suo modo fa punk, ma di punk sono belle le storie degli altri, quando le racconti te è una merda, e fa male.
Fino a sabato, che me ne vado al Romics e ascolto per la prima volta Primitivi dal futuro, un disco che col punk non c’entra nulla, c’entra col reggae e col cantautorato (a suo modo). E io odio il reggae.
Fatto è che Primitivi dal futuro è un disco bellissimo, che mette un po’ di pace tra la delusione e la disillusione, ci sono storie tristi, certo, ma che le cose “vadano così” e quel “così” non è detto che sia per forza “bene” non è scontato. L’importante è che vadano, cresci, e che la voglia di andare avanti ce l’hai.
Ecco, forse la voglia di questo post fuori tempo è di dirvi che a me i treallegri piacciono, e tanto. E non me ne vergogno.
Come ogni tanto di essere triste, deluso eppure con la voglia ancora, di andare avanti.