I love ‘Star Wars.’ But I don’t entirely honor her films. I try to forget that the prequels exist.
Devendra Banhart (via)

A me la cosa che dà più fastidio per inciso è essere d'accordo con lui
I love ‘Star Wars.’ But I don’t entirely honor her films. I try to forget that the prequels exist.
Devendra Banhart (via)

A me la cosa che dà più fastidio per inciso è essere d'accordo con lui
Non pensavo che avrei mai detto questa cosa ma la dico: una volta volevo tanto bene ai Weezer. Cioè, gliene voglio ancora per il Blue Album e soprattutto per Pinkerton però forse è arrivato il momento di dire vaffanculo.
E dopo avere assorbito la prima botta del video nella Hugh Hefner mansion subirsi anche i due dischi successivi è una prova di quelle che non credo abbia superato la moglie (se ce l’ha) di Rivers Cuomo. Dischi sbagliati, che al massimo in un paio di tracce scoprono qualcosa del tempo che fu. E non si parla di nostalgia qui ma veramente di fare dischi inutili del cazzo.
Un po’ ridursi a macchiette di sè stessi e buttare in vacca quello che sarebbe potuto essere e non è stato mai più.
Il punto finale è la loro cover live di Viva la vida (che dite il cazzo che vi pare rimane un signor, grandissimo pezzo) con tanto di scimmiottamento di Chris Martin.
E da quanto un fottuto nerd del cazzo scimmiotta qualcuno?
Rivers, davvero, lasciamoci e ricordiamoci solo le cose belle.
Non chiamarmi più.
Il viral, la rete, il 2.0 è un po’ come l’acqua per il corpo umano. Al 90% è fuffa inutile, almeno considerando quello che vedo in giro. C’è quel 10% però che ogni tanto mi fa sedere sulla sedia, starci quel quarto d’ora in più e pensare che beh, sì forse a qualcosa serve. Se sei intelligente, ovviamente.
Più di un anno fa avevo notato in rete, su youtube le gesta di Jack Conte, polistrumentista con cervello che aveva lavorato su un concetto semplice, suonare una hit (se non ricordo male una di Bright Eyes e una dei Radiohead) e facendo un video mostrando solo quello che si ascoltava, come si suonava la batteria, il basso, la chitarra. Tutto quello che c’era insomma.
E l’effetto era suggestivo, anzichenò. Notevole, pensai.
Più di un anno dopo incapppo per la rete in un video, una cover di Beat it e mi dico che il concetto visualizzato non mi è nuovo, anzi. E che quel ragazzo smilzo, dall’aspetto nerd malaticcio anche, non mi è nuovo. Cavoli è Jack Conte.
E forse “riconoscere Jack Conte” rientra al punto 1 della lista nota come “da cosa riconosci di essere uno sfigato”. Riconoscere Jack Conte appunto.
Solo che questa volta non è da solo ma con Nataly Dawn (voce e interpretazione identica a Regina Spektor) e il concetto rimane lo stesso, e il nome è PomplamooseMusic.
Suggestivo come con il precedente ma più “colorato” per la presenza della Dawn.
Giudicate voi, qui sotto:
Beat it (Michael Jackson Cover)
Single Ladies (Beyonce Cover)

Mi reco di buon’ora all’ufficio ********. l’ufficio ******** è una visita necessaria, se fai cose che faccio io per vivere. Roba regionale, pubblica, roba brunettiana diciamo. Ci sono documenti da emettere eccetera. Se non fai cose che faccio io, al novantotto per cento non sai nemmeno che l’ufficio ******** esiste. Comunque ci arrivo di buon’ora e ci sono solo due impiegati, gente che protocolla cose eccetera. Io sono lì per presentare documentazioni ed ottenere certificati in cambio. Ci sono modi peggiori di passare il tempo. Quasi tutti sono condannati da Amnesty.
I due impiegati stanno facendo cose da impiegati. Non sembrano avere il sacro fuoco dell’ambizione che li pervade: sono gente a budget, archiviano documenti, ne estraggono altri. Il primo decide di controllare una pratica dentro un’armadio nella sala dove sto. io sono seduto a tre metri da lui. Sono le nove e venti, io ho preso due caffè e mi sono guardato un’oretta di Starship Troopers prima di andare in ufficio.
Lui apre l’armadio e s’incazza come una pantera.
“GRAZIANO!”
“Sì?”
“DIO B%$A! CHE CAZZO CI FA ‘STO COSO QUI!”
Graziano, l’altro passacarte, entra in ufficio. Guarda il coso qui e dice che
“la Marianna l’ha cavato ieri”.
(Cavato è come dire tolto).
“MA P&/$A MADONNA! CAZZO DICI! NON HA DETTO UN CAZZO E L’HA CAVATO? NON LO POTEVA CHIEDERE PRIMA?”
“Ha pensato che visto che…”
“HA PENSATO COSA? NON HA PENSATO UN CAZZO! DIO P&/$O! FAN TANTO I FENOMENI ROMPONO I COGLIONI COI PERMESSI PER TUTTO DIO C(&E… DIO B%$A A ME ‘STE COSE MI FAN GIRARE I COGLIONI”
“Ma vabbè cosa sarà mai.”
Io vorrei davvero capire di che cazzo sta bestemmiando il tipo, ma sono solo, sovreccitato e seduto in un ufficio della cui esistenza sanno in pochissimi a tre metri da un energumeno arrabbiatissimo. Una volta in passato hanno cercato di avvelenarmi. Sul serio. Mi hanno offerto un caffè. Avreste dovuto essere lì e berne un sorso. Mi raggomitolo nel mio angolo, guardo per terra, spero che finisca in fretta.
“COSA SARA’ MAI DIO B%$A SARÀ CHE GUARDAN LA TV E SI METTONO IN TESTA DELLE GRAN CAZZATE ECCO COSA SARÀ’! ADESSO LO RIMETTO SU POI ASPETTA CHE TORNI LA MARIANNA E SE PROVA A DIRE UNA COSA ME LA MANGIO”
“No dai Martino calmati poi c’è sempre da litigare…”
“MA DA LITIGARE COSA, QUESTI QUA C’È DA LITIGARE PERCHÉ FANNO SEMPRE I FENOMENI CHE DECIDONO TUTTO SENZA STARE A SENTIRE GLI ALTRI SU NIENTE MA P$£&%£&A MADONNA SE VOLEVO AVERE UN PADRONE IO ANDAVO A LAVORARE NEL PRIVATO DIO B%$A!”
“Beh oi cosa vuoi che ti dica, Martino. Magari non gli interessa neanche molto, han solo sentito che…”
“TE VAI TRANQUILLO CHE ADESSO P&/$O DIO CI PENSO IO. VAMMI A PRENDERE LA SCALETTA.”
“Ma no dai prima parliamone con gli ispettori”
“IO NON CI PARLO CON GLI ISPETTORI! IO LO METTO SU NEL MIO UFFICIO COSÌ SE VOGLIONO ROMPERMI IL CAZZO ME LO ROMPONO NEL MIO UFFICIO SE HANNO I MARONI! VAI A PRENDERE LA SCALETTA!”
Graziano sospira, se ne va a prendere la scaletta. La situazione sembra essersi calmata. Martino sembra essersi calmato. Prende la scaletta, sale sopra la porta e riattacca il crocefisso sul muro.
Christopher Walken recita Poker Face (di Lady Gaga)
Cartman (South Park) ci gioca a Rock Band (suppongo)

If this is the world we helped create,then I apologise.
James Suptic chitarrista dei The Get Up Kids dopo aver guardato la gente sotto il palco in una data della reunion
Si deve essere trovato davanti una roba tipo questa

E sì che non è mio amico ma se dovessi dire cinque persone in cui identifico fisicamente il concetto di “roba alternativa/indie” Lou Barlow rientrerebbe sicuramente nella lista.
Gli altri poi ci penso.
A come la vedo io credo sia insultante mettere giù quelle prime tre righe che di solito a cappello di un post spieghino chi è la persona di cui si stia parlando, nel caso di Lou Barlow in particolare.
Cioè passiamo a un punto 2.0 dove io non ho più bisogno di spiegare le cose e se a voi che leggete magari piacciono andate un po’ da voi a capire di chi si sta parlando, superiamo un secondo questa cementificazione mentale che neanche i litorali sardi tra un anno. Che ne dite?
Lou Barlow è tornato nel 2009 con due lavori, uno in compagnia The Farm con i Dinosaur Jr, disco molto ma molto apprezzato da queste parti e di cui non sarà mai troppa la carta che ne raccoglie gli elogi, e soprattutto il suo nuovo disco solista, Goodnight Unknown, disco passato fin troppo in sordina e che è veramente una delle gemme dell’anno.
Barlow ci mette tutto un cuore hardcore con la spina staccata, passando da melodie agrodolci a malinconia pura con una capacità di sintesi mirabile (leggi nè un brano in più nè uno in meno per poter risultare perfetto). Un lavoro che in altri tempi si sarebbe definito lo-fi (e magari lo si definisce ancora) e di cui si sentiva veramente bisogno. Non in un’ottica di revivalismo (per quello c’è la wave) ma in un’ottica di ascoltare grandissime canzoni che tanto sanno aprire il cuore tanto chiuderlo a chiave.
Un lavoro hardcore, nel vero senso del termine.
Pur essendo a spine staccate.
Lou Barlow - Bulletproof (LaRoux Cover) (Mp3)
E questo è il “conto” del film.
E se non lo avete visto problemi vostri. Ma veramente eh.

Pacific Division
Golden State Warriors – Dove c’è Don Nelson c’è casino, indubbiamente. Squadra imbottita di guardie e ali di cui ad occhio e croce nessuna PG pura ad onore del vero hanno iniziato l’anno con Stephen Jackson che sono 3 mesi che chiede una trade. Jackson è il capitano. Era, anzi, per dirne una.
Non sarebbe neanche male perchè c’è Monta Ellis, la matricola Stephen Curry, Biedrins che è una certezza, solo che ad ovest mi sembra pochino. Se scambiano Jackson per qualcosa di utile e gli gira tutto bene magari fanno i playoff
Pronostico: dubito molto (GiorgioP)
Los Angeles Clippers – Amo questa squadra innanzitutto perchè sono i cugini del male assoluto, secondo poi perchè hanno una squadra che ad oggi è di ottimo livello e che sicuramente può far divertire. Se il Barone sta bene non ce n’è, si parla di playoff sicuri, Eric Gordon possibile Most improved player (o lui o Jason Thompson), sotto canestro con Camby e Kaman (e Thornton) direi che hanno una tranquillità che è un’assicurazione vera e propria. Ci aggiungiamo anche la prima scelta di quest’anno che è Blake Griffin e che è il ROY dichiarato e prossimo all-star? dai su. Ce la fanno
Pronostico: Almeno primo turno di playoff (GiorgioP)
Los Angeles Lakers – Sono il male assoluto ma sono forti, fortissimi, sotto canestro, in difesa, in attacco. Una delle squadre più forti degli ultimi 10 anni.
Può succedere qualcosa solamente se gli si inceppano i meccanismi (cosa che auguro fortemente) ma non c’è nulla da fare. Forti veramente. Più Artest poi..
Pronostico: Finale (GiorgioP)
Phoenix Suns – Steve Kerr ancora lavora e questo è uno dei grandi misteri della nostra NBA. Ha smantellato una squadra ormai vecchia e logora e con stelle che cercano di guadagnare via di fuga come Amarè Stoudamire.
Se regge Nash playoff, altrimenti calici amarissimi
Pronostico: Primo turno di playoff (GiorgioP)
Sacramento Kings – I Kings sono probabilmente la peggior squadra della NBA. E forse quelle voci sul fatto che il palazzetto sia costruito su un antico cimitero indiano sono pur vere, visto che Francisco Garcia si è appena rotto un braccio cadendo da una fitball. No sul serio. Che poi, dici appunto, Francisco Garcia, che con quel nome lì non sarà manco un giocatore di basket, dai sembra il nome di una riserva del Villareal. Cioè non è che sarà così da perderci il sonno no? E invece sì, l’avevo detto subito io che sono un po’ disperati. Se non altro Tyreke Evans avrà ampio spazio per dimostrare se è un buon giocatore o no. Nel caso andasse bene potrebbe anche mettere insieme abbastanza punti da diventare rookie dell’anno. Certo, non è comunque proprio una buona notizia, questo lo so.
Pronostico: Se va bene la prima scelta al prossimo draft. (Grillo)
Northwest Division
Denver Nuggets
Su Denver sembra sempre di scrivere le stesse 5 righe “manca una lira per fare uno”. Grande allenatore, check. Uomo franchigia, check. Sistema di gioco, check. Billups, check. Sotto canestro, check diciamo. Quindi? Quindi Denver è una squadra che ad Est molto probabilmente arriverebbe a mani basse in finale di conference e che ad ovest soffre una seconda fila dopo Lakers e Spurs, almeno quest’anno. Manca sempre un qualcosa, gli anni passati era una pg, ora è l’affidabilità di JR Smith (che sì, se mettesse la testa a posto allora sarebbero problemi di tutti) c’è anche la panchina lunga. Però boh, per me non ce la possono fare. Almeno ad arrivare in finale dico eh. Ah in panchina c’è Don Draper. Giuro
Pronostico: Semifinali di conference (GiorgioP)
Minnesota Timberwolves
In un certo senso i Twolves hanno già dato il meglio durante l’estate. Grazie a Ricky Rubio si è parlato della squadra anche più di quando c’era KG. Poi c’è stata la fumata nera e un velo di ostracismo generale. Tanto che, per dire, i campionati europei di settembre non se li è filati nessuno, eppure la Spagna li ha anche vinti. Qualcuno di voi sa come ha giocato Rubio? Boh. Tanto non se ne parla più, come di una ex che ti ha scaricato, e male. E intanto in Minnesota sarà un altro inverno lungo e freddo. Certo tra Flynn, Ellington, Brewer, Love e Jefferson i Twolves possono vantare almeno un giovane talento in ogni ruolo, che non è da tutti. Mettiamoci anche Sessions va, che non fa schifo. Insomma questa potrebbe essere una squadra molto interessante da guardare in tv, peccato che come al solito non li passeranno mai. Il bello del Minnesota. No seriamente, a parte tutto, quanti fan della nba conoscono il nome della città dove giocano, dove c’è lo stadio proprio?Pronostico: Vinceranno poco, giocando molto bene però, fidati. (Grillo)
Oklahoma City Thunder
Continuo nella mia campagna personalissima anti-Durant. Sì personaggio di livello all-star e sì incisivo quanto vuoi ma condizionante, estremamente. Si prende un numero di tiri enorme non mi sembra un grandissimo trascinatore e soprattutto sì che la squadra è quella che è (solo che adesso Westbrook e Green non mi sembrano accio, anzi) ma di risultati se ne vedono pochini. Una volta colpa dell’allenatore. Una volta del trasloco, le scuse però stanno per finire
Pronostico: Fuori dai playoff (GiorgioP)
Portland Trail Blazers
Io l’ho sempre detto, è una squadra di grandi giocatori ma con grossi problemi di alchimia. Ora, a me Oden sta anche simpatico, povero Cristo credevano fosse Bill Russell, magari sarà fortissimo ma ha avuto una sfiga che tipo Paperino al confronto era Gastone. I due capitani Roy e Aldridge non si reggono tantissimo e sono tutti e due l’antitesi del capitano. Anche se il primo fa l’all star game ed è una delle prime 3 guardie dell’NBA. McMillan per me la finisce con un esaurimento nervoso perchè prima o poi bisognerà quagliarla sta situazione. Leggi come arrivare almeno a una semifinale di conference. Magari ci riescono, magari però serve un veterano e infatti hanno preso Andre Miller secondo me non accoppiabile con B-Roy (hai Blake, serve uno così) e Juwan Howard (che anche qui immagino la felicità di Aldridge e il senso di fiducia inspirato a pieni polmoni da Oden). Tipo prendere Artest no eh?
Pronostico: Primo turno playoff (GiorgioP)
Utah Jazz -
Non è che ci sia molto hype sui Jazz di quest’anno. Sembra chiaro che non siano al livello dei team di primissima fascia, e hanno l’appeal delle facce nuove come portland. Inoltre la situazione in mezzo con Boozer e Millsap sembra un po’ complicata. Con un eventuale grosso scambio durante il campionato potrebbero presentarsi ai playoff con una squadra molto diversa. Certo di solito non è una grande strategia, ma ha funzionato bene per Denver l’anno scorso, tanto per fare un esempio.
Pronostico: Sloan allena i Jazz da 22 anni, e ai playoff non c’è arrivato solo tre volte. Te la senti di scommetere contro? Manco io. (Grillo)
Che i Foo Fighters siano uno di quei 3-4 gruppi attualmente in circolazione per cui valga ancora la pena di sprecarsi a spendere il tema “rock” credo sia fuori discussione.
Che sia un gruppo che per mille motivi gli si butta sempre un occhio di riguardo, perchè c’è comunque “quello là” che ci sta simpatico e che era tanto, tantissimo insieme ad un altro paio che erano tanto, tantissimo. Beh, anche questo credo sia fuori discussione.
L’onestà del gruppo sta anche nello sfornare un greatest hits nel momento giusto (leggi dopo, se non sbaglio, sei dischi ufficiali) e che probabilmente una raccolta del genere serva anche a rendere chiaro l’impatto di un gruppo che tanto gioca sulla potenza dei riff quanto sull’acchiappo della melodia.
Insomma a suo modo una consacrazione del tipo “rendiamoci conto di chi abbiamo davanti”.
In uscita la settimana prossima dovrebbe vedere una scaletta di tutto rispetto e un paio di inediti tra cui Wheels, che vedete postato qui sotto. Canzone che conferma quanto scritto sopra.
Non fosse altro che ne ricorda quasi paurosamente un altro di anthem, di noi degli anni 90. Quello postato più sotto ancora. A voi il giudizio.
Ovest – Southwest Division
Dallas Mavericks – Dallas è tipo l’inter della NBA no? Ogni anno tirano dentro chiunque, pagandolo probabilmente più di quel che vale, almeno sulla carta. Sta di fatto che però la squadra c’è. Solo che comprende una bella manciata di giocatori che non mi piacciono: Gooden, Marion, Tim Thomas. Non mi piacciono per motivi strettamente personali, magari estetici, che giocare sanno giocare. E non piacciono tanto nemmeno in giro nella nba, perchè li hanno scaricati più o meno tutti. E sono finiti a Dallas, con Dampier e Josh Howard, come una sporca dozzina del basket. Jason Kidd è Lee Marvin e Dirk in questo scenario ci sta dentro alla stragrande. Giorgio scusa, avrei dovuto fare la metafora con Inglourious Basterds, che è sicuramente più rilevante.
Pronostico: Ormai mi sono rovinato,semifinali/finali di conference? Massì. (Grillo)
Houston Rockets Considerando che è sempre la squadra costruita su Yao e McGrady, già fuori probabilmente per tutta la stagione direi che c’è poco da stare allegri. Però secondo me ci si diverte. Ci saranno sicuramente delle partite in cui Scola sembra un mostro, Landry distrugge Dwight Howard e così via. Saranno poche, ma ci saranno, Adelman resta un ottimo allenatore. Certo che Tracy McGrady a questo punto diventa forse la storia sportiva più tragica di tutta quella generazione perduta di talenti del dopo jordan, che cominciando da Iverson e passando magari anche per Carter hanno incantato sì, ma mai vinto una cippa. Sbizzarritevi nei commenti con altri nomi che pareva pareva ma poi è andata anche peggio (Van Horn? Abdur-Rahim?)
E in tutto questo, chi ti arriva fresco dal draft? Chase Budinger, biondo giocatore di beach volley, il nuovo surfer dude del basket. Buona fortuna.
Pronostico: Ma meglio di come l’ho messa io, sicuramente, specie se il contratto in scadenza di Tmac viene scambiato per giocatori decenti intorno a natale. Anche se probabilmente finirà che se lo piglia Cuban per Dampier più qualcosaltro peggiorando simultaneamente tutte e due le squadre (Grillo)
Memphis Grizzlies
Nell’NBA ho due beniamini, Gilbert Arenas e Allen Iverson.
Quando ho letto Iverson a Memphis mi sono detto “a fare cosa, di grazia”?
Squadra imbottita di pg e sg, con dilemmi ancora da sciogliere (e la strada sembrerebbe presa non offrendo l’estensione a Rudy Gay) come tra chi è il leader tra Gay (appunto) e OJ Mayo. Mi chiedo veramente cosa e come soprattutto possa fare qualcosa uno come AI che le squadre le ha sempre tenute in mano. Sotto canestro stiamo alla squadra da mezza classifica da Eurolega, Marc Gasol non avesse qual cognome giocherebbe ancora in Europa, ho sentito dire Thabeet? Stiamo calmi per cortesia, diamogli tempo e non aspettiamoci di trovarci davanti al nuovo Bill Russel che bene che va è il nuovo Okafor, ma se gira tutto bene e tra 4 anni. In panchina arriva Hollins da Arizona. Magari qualcosa succede.
Pronostico: Magari no (GiorgioP)
New Orleans Hornets – Già mezza squadra ha scazzato con Okafor per indolenza negli allenamenti, Chris Paul ha fatto capire che prenderà altre strade, Peja Stojakovic è logoro e in fase più che calante. Pare un bollettino di guerra. Ci sono West e Wright che forse daranno un altro giro di chiave ma siamo lontanucci da aspettative di titolo o finali di conference. Viene quasi da pensare ad un’annata di transizione.
Probabilmente anzi lo è. Rimane Scott (il sosia di Doakes) in panchina.
Pronostico: Tantissimi auguri (GiorgioP)
San Antonio Spurs
Certo che gli Spurs ci sanno fare nella vita, altrochè. Mica stanno lì a rubare Fisichella per un futile pezzetto di una stagione già tra l’altro ampiamente compromessa. No, gli Spurs hanno classe. E così hanno trasformato una serie di riserve in Richard Jefferson, che è una scommessa interessante. In più hanno raccolto McDyess, che è ancora buono in panca, e scelto al draft DeJuan Blair, misteriosamente scaricato da tutto il resto della lega dopo una impressionante stagione NCAA. In parole povere questa squadra è decisamente migliore di quella dell’anno scorso, perlomeno tra le riserve, l’importante è vedere se Duncan e Ginobili passano la revisione e giocano una stagione intera, però magari qualche solida alternativa in più nel roster potrebbe giovare anche in questo senso.
Pronostico: Mettiamola così, mi augurerei che non vincano il campionato solo per evitare le telecronache piene di bava del duo Tranquillo/Buffa, che secondo me gli spurs gli mandano sempre il cesto a natale, altrimenti non si spiega. (Grillo)
Est
Atlantic Division
Boston Celtics – Una domanda sola da cui dipende tutto: KG come sta veramente? se ok bene, datemi subito sto 18esimo anello. E’ arrivato Sheed che fino ai playoff non è un fattore, ovvio ma dopo sì. E’ arrivato Marquis Daniels (e magari un po’ Pierce e Allen rifiateranno). Insomma le carte ci sono tutte.
Rimane solo la domanda iniziale. Ah le beghe per il rinnovo di Rondo (che vuole soldi da all-star) a me cominciano a stare un po’ sulle balle
Pronostico: Datemi st’anello su (GiorgioP)
New Jersey Nets - Caro Lebron James,
ti scrive il tuo amico Jay-Z. Ai Nets attualmente siamo io, un gangster russo con un sacco di soldi e Devin Harris. E anche un foglio di carta dove c’è scritto che ci trasferiamo a Brooklyn, New York, Baby. Ti va di venire giù l’anno prossimo? Dai che si sta bene. Ora come ora il quintetto potrebbe essere Devin Harris, tu, magari compriamo pure Amaré, poi Beyoncè e Rihanna. O Robin Lopez, adesso vediamo.
PS – Ti va se il palazzetto lo facciamo a Brighton Beach, la Little Odessa di Coney Island? Sai come sono i russi.
Pronostico: Male, ma non malissimo. (Grillo)
New York Knicks – Unico fattore, D’Antoni che a questo punto vedrei tra i candidati al nobel perchè di più non può veramente fare. Altro anno diciamo sabbatico, si aspetta il 2010 e non lo dico io. Secondo me quest’anno nel classico countdown con la palla a NY fanno scendere Lebron da un elicottero. E sì che a come la vedo io in quella squadra ci starebbe meglio Wade. Tolto ciò. Aspettiamo il Gallo. Se sta bene sono 15 a partita. Io l’ho detto a ottobre eh
Pronostico: Per me fanno i playoff (GiorgioP)
Philadelphia 76ers – Questa non è facile, seriamente. Sì ok Brand sta bene, però durerà? E cosa ne pensiamo del fatto che l’anno scorso poi i sixers hanno giocato meglio senza di lui? Ok non c’è più Andre Miller, ma Williams lo ha già sostituito egregiamente ed è un giovane di belle speranze. Ci credono tanto che non hanno nemmeno comprato un rimpiazzo, a parte prendere un rookie che è ancora un po’ indietro. Però Williams non è un vero play. Uno adesso si improvvisa play titolare di una squadra nba? Ecco, cioè, ci vuol coraggio. Poi c’è l’allenatore nuovo. Insomma, per niente facile da prevedere.
Pronostico: Quest’anno la corsa all’ultimo posto dei playoff sarà durissima anche all’est.(Grillo)
Toronto Raptors – Una dirigenza che da 12 milioni l’anno a Bargnani merita veramente di essere retrocessa in serie B.
Gli unici punti che non dovevano toccare li hanno toccati (Parker) e hanno preso un altro bravo sì ma soft, che più soft non si può che è Turkoglu. Per me Gherardini sta botta non ci ha capito niente.
Pronostico: 12 Milioni a Bargnani. Ma per cortesia. (GiorgioP)
Poco più di un anno fa eravamo qui a sbracciarci e strapparci il cuore, io almeno, per il disco dei Dadamatto. Sembrava una meteora una di quelle 2-3 cose che passano ogni cinque o sei anni e rendono chiara l’idea che gli anni 90 sono stati un passaggio verso qualche cosa e non verso il nulla.
Il Teatro degli Orrori rientrano nella stessa categoria.
Gli Shout anche.
Manuale per non suicidarsi, uscito per 42records, titolo che già di suo ha una matrice quasi letteraria, quasi Wallace-iana è un piccolo e prezioso breviario di generi, un milkshake con dentro stoner, surf, pop deviato, revisionismi rock cantautorali, punk cabaret e tinteggiature noise.
Ingredienti che dietro a una dose massiccia di ascolti, studi, vita di tutti i giorni, illusioni e disillusioni sono stati vomitati di getto in un cd di 12 tracce, accattivante e cattivo nel suo sminuzzare melodie, nel toglierti di bocca il ritornello che stavi per cantare e reimpostare la cosa nel rock di matrice Butthole Surfers e/o Queens of the stone age, a cui si sovreppongono testi che vanno dal nichilismo ad un realismo manipolato da psicofarmaci.
C’è tutto nel disco degli Shout, tutto quello che potevate pensare fosse rimasto chiuso nei vostri anni 90 e che viene lucidato impastoiato con il senso di inquietudine del nuovo decennio.
Un disco che sembra strillare “vaffanculo voi e gli anni zero, io voglio campare, in qualche modo”.
Ci sentiamo tutti un pochino meno soli.
Davvero
Shout – Nausea moderna (video)
Est – Central Division
Chicago Bulls
Cleveland Cavaliers
Io voglio bene a Matteo perchè nella divisione per due di questo post mi ha lasciato i Cavs.
Sembra strano non parlare di Cleveland senza parlare del prescelto, uno che sì “madre natura mi vuole bene, oh sì Dio quanto sei stato capiente di benevolenza quel giorno da creare il tuo te in terra” ma finora, si parla solamente di delusioni nei playoff. Il fatto è che come tutte le squadre hanno lavorato per prendere questo “campione” Danny Ferry ha lavorato per cercare di vincere il titolo prima del 2010. Finora non gli è riuscita e se non va quest’anno vedo i Cavs come i prossimi Nets nei prossimi 6-7 anni.
Detto ciò Lebron voleva Gerald Wallace e gli hanno preso uno con le sue caratteristiche che è Jamario Moon, Anthony Parker è un cervello tanto, fondamentale quanto vuoi ma in una squadra organizzata al secondo, non so quanto possa servire con LBJ, ma è comunque un’aggiunta di livello.
Discorso a parte merita l’arrivo di Shaq, ora voi mettete che uno dei compagnucci di Lebron è Ilgauskas che partirà per forza di cose dalla panchina (altrimenti l’attacco in transizione lo fanno in tre), mettete che non credo che a Lebron non farebbe piacerissimo vincere un titolo “perchè è arrivato Shaq (Kobe docet)” e insomma un pochino non voglio dire si giocherà contro ma non sarà facile.
Insomma un casino
Pronostico: per me bene che va semifinali di conference (GiorgioP)
Detroit Pistons – Io sper veramente per loro che non abbiano intenzione di partire con sotto canestro: Ben Wallace, Kwame Brown, Jason Maxiell e Chris Wilcox perchè altrimenti inizio a ridere ora e non finisco più.
Aggiunto Villanueva che comunque è soft e non è sto rimbalzista hanno ammucchiato senza un senso dietro prendendo Ben Gordon (che oh, anche io lo avrei preso ad occhi chiusi) e non rendendosi conto (o forse sì) che 1) lui in panchina non ci va 2) Hamilton in panchina non ci va 3) Stuckey da questa squadra non esce più perchè è l’unico che mette due passaggi in fila. In più l’ottica mi sembra tutta improntata verso il mercato del 2010 (sono 3 anni che si dice Bosh) e più che chiamarla annata di transizione non saprei fare. Magari con qualche cartone negli spogliatoi
Pronostico: Tanti cartoni, pochi playoff (GiorgioP)
Indiana Pacers
Butta male, cosa vuoi che ti dica. No, seriamente, ammetto di essere andato a vedere su nba.com chi gioca nei Pacers perchè c’avevo come un vuoto di memoria. E beh, come già detto, butta male. Anche quest’anno sarà Granger contro tutti. O Troy Murhpy e Dunleavy Jr tirano finalmente fuori la stagione da mostri che è nelle loro possiblità. Non veramente. Non ci scommetteri forte ecco. Non volevo scrivere di Indiana, si è capito, però ti capitano anche queste squadre qua, non solo quelle che ti piacciono.
Pronostico: Salvarsi secondo me si salvano (Grillo)
Milwaukee Bucks
Io questi paragrafi sulle squadre non li sto scrivendo serissimamente, e facciamo finta che non si fosse capito, così posso finalmente confessarlo con colpo di scena. Non prendo queste anticipazioni troppo seriamente. Ma fondamentalmente perchè ci sono tutta una serie di scenari ipotetici che non si possono non prendere un po’ sul ridere. Tipo Milwaukee. Da una parte Skiles, allenatore dal pugno di ferro che urla come un matto, ma anche ex playmaker che detiene il record di maggior numero di assist in una partita. Dall’altra Brandon Jennings, playmaker giovane, talentuoso (ma non al di sopra di ogni sospetto) e con un gioco un po’ troppo da playground. Sì, questa è una trama da film. Da buddy cop movie degli anni ottanta per la precisione. Come Arma Letale, o Beverly Hills Cop. Ci sarà da divertirsi. Poi se nel frattempo Bogut inizia a guadagnarsi lo stipendio pure di più.
Pronostico: Magari arrivano ai playoff,ma si diceva anche l’anno scorso, e poi è andata come è andata, quindi mi sa di no. Peccato. (Grillo)

La storia personale (mia) e non dei Kill it Kid si gioca tutta sul “caso”.
E’ infatti grazie al caso, e ad un problema del pc durante Walk this way (il talk show radiofonico del mercoledì a cui prendo parte) mi sono girato verso la vaschetta dei promo, preso il primo cd per cui da copertina/foto/titolo avrei potuto dire qualcosa di essenzialmente stupido e messo quel cd in playlist. Quel cd erano i Kill it Kid.
E’ un caso anche che i Kill it Kid abbiano fatto da cavie in una sorta di Big Brother accademico tenuto all’università di Bath (sono inglesi) che verteva sostanzialmente sull’evoluzione del sound di un gruppo, vissuto in tempo reale e sulle indicazioni di un tutor. Quel tutor era John Parish (sì quel John Parish là).
Le due reazioni al caso. Messo il cd, il mio ghigno, in radio, si è trasformato in un ghigno gongolante, perchè ho avuto immediatamente la sensazione di trovarmi di fronte a qualcosa di veramente non solo catchy, ma anche stimolante per i miei ascolti.
Sostanzialmente un gruppo che ad oggi rifà i Rolling Stones di Let it Bleed alla stessa maniera in cui i Two Gallants (mai sempre troppo amati) rinverdivano Cash et similia. Con una tensione ruvida, ciondolante un passo in avanti rispetto ai Royal Trux, certo ma più accessibile. Roba di cui si sentiva veramente il bisogno infatti.
La seconda reazione al caso è che finalmente i Kill it Kid sono riusciti ad andare a Seattle e registrare il loro esordio, una roba che sembra racconterà (non-novità per il genere ovviamente) di uccidere mogli e amenità varie. Roba difficile insomma.
Roba da aspettare.
Roba per caso.
Kill it Kid - Date it the day (Mp3)
Kill it Kid - Send me an angel down (Mp3)
Si ricomincia. Spè non è proprio precisissimo, tra poco meno di due settimane ricomincia quella cosa meravigliosa che è il campionato NBA. Campionato che si presume sia uno tra i più combattuti e in tensione degli ultimi anni (se ne contano almeno 8-9 che potrebbero spuntarla per il titolo) e che vede campioni in carica, meritatamente i Los Angeles Lakers del Kobe nazionale e soprattutto l’ennesima disfatta di Lebron James a cui ovviamente auguriamo tutto il meglio.
Io l’ho sempre detto, coi pronostici ci prendo sempre pochissimo, st’anno sbaglierò la metà perchè non sarò solo ad avventurarmi nel ginepraio del ciapanò ma mi farà compagnia Grillo.
Insomma. Amate anche voi questo giuoco.
Atlanta Hawks
Sembra che nessuno abbia rispetto per gli Hawks. Dopo anni di bassa classifica sono arrivate due stagioni buone, anzi, ottime. L’anno scorso pure il secondo turno dei playoff, e una squadra giovane che può solo migliorare, e in più anche Crawford, che non è proprio uno scarto. Josh Smith è il LeBron dei poveri, Joe Johnson la superstar meno considerata della lega, anche Marvin Williams è venuto fuori discretamente. Perchè allora non si fida ancora nessuno? Ci sarà qualcosa sotto.
Pronostico: Ai playoff. Meglio di gente come Miami/Chicago, peggio di Boston/Orlando/Cleveland. (Grillo)
Charlotte Bobcats
Sì, ok Chandler, ok il sempre caro Gerald Wallace, però il vero perno della squadra sembrerebbe essere Boris Diaw. Che dovrebbe fare un po’ di tutto: segnare perchè l’attacco non è un granchè, distribuire perchè non ci sono playmaker, difendere perchè c’ha le braccia lunghe, prendere i rimbalzi perchè fa sempre comodo. Ora, Boris Diaw, bravissimo, però secondo me non ce la può veramente fare. Non è mica LeBron. E Larry Brown ci perderà altri dieci anni di vita con questi qua. No sul serio, si è già fatto espellere in prestagione. Se una sera sulla panchina mettete Larry David a urlare sarcasticamente contro tutto e tutti secondo me non se ne accorge nessuno.
Pronostico: La vedo dura. (Grillo)
Miami Heat
Si parte da un’unica certezza: l’MVP della scorsa stagione Dwyane Wade.
Che dite? non è stato lui l’MVP ma Lebron James? Dai su scherzate, non fate i tirapacchi che non vi credo.
Ironie a parte se Wade fa la stagione dell’anno scorso sono due le cose o lo beatificano direttamente prima di Woityla o gli dedicano un fumetto Marvel come nuovo supereroe. La squadra intorno è pressochè la stessa dello scorso anno, occhio a Chalmers che da queste parti piace tantissimo e se (ma a big if eh non un piccolo) Beasley dopo essere uscito dal rehab arriva a quei livelli che ci si aspettava qualcosa si potrebbe fare anche in chiave playoff, magari come ottava poltrona.
Pronostico: ottava piazza va (GiorgioP)
Orlando Magic
Si è parlato tanto della partenza di Turkoglu, vista come un passo falso dopo la sua brillante performance ai playoff dell’anno scorso. Purtroppo pareva una cosa inevitabile, e ai Magic l’hanno gestita dedicendo di cambiare molto, e tirando dentro Vince Carter, tutto contento di andare in Florida. Per come la vedo io non è necessariamente un grosso passo indietro. Carter è una superstar che ha un po’ deluso, i giornalisti lo considerano un perdente e un debole, però statisticamente è comunque un giocatore di un peso non indifferente. Per fare un altro paragone azzardato, è come la diatriba Seedorf / Ronaldinho, Hedo è ovviamente l’olandese qui, elegante, una sicurezza ma anche lui con le sue belle idiosincrasie. Questa resta comunque la squadra di Dwight Howard, se lui continua a crescere vicino può davvero giocarci chiunque. Magari non è LeBron, ma bisogna considerare che con quel corpo e in quel ruolo non ha nemmeno bisogno di tanti colpi in più per dominare la partita.
Pronostico: Ripetere l’anno scorso è difficile per tanti motivi, la finale di conference è comunque alla portata. (Grillo)
Washington Wizards Washington Wizards
Accidenti, ecco un’altra squadra difficile da giudicare. Vengono da un’annata orribile, e non può essere solo colpa degli infortuni. Però a guardare il roster sulla carta questa è una squadra fortissima, che ha aggiunto anche Mike Miller e Foye per rinforzare la panca. Arenas potrebbe tornare in grande stile. All’est dopo Boston, Cleveland e Orlando c’è un baratro di talento prima di arrivare al plateau delle altre squadre da playoff, e Washington potrebbe inserirsi lì, se tutto va bene. Inoltre Deshawn si è tatuato la faccia di Lincoln sul collo. E contaci che lo userà per sfottere Obama quando il presidente verrà a vedere i suoi Bulls perdere in casa degli Wizards ancora una volta.
Pronostico: Semifinali di conference dai, tanto non è che poi me la venite a menare. (Grillo)

Per questa nuova roba chiamata Walking in my shoes (e sai che fantasia per tirare fuori un titolo così, un post che parla delle mie scarpe, che dicono che ne ho milioni) avrei voluto partire da un punto distante, dieci anni fa. Venti magari.
Poi ho guardato per terra verso la punta dei miei piedi e mi sono reso conto che per scrivere l’ennesimo post inutile in maniera credibile (inutile e credibile se non è un ossimoro poco ci manca) forse era il caso di partire da cosa stavano indossando i piedi in questo momento.
Le mie Vans Old School.
Per chi non lo sapesse la Vans è una di quelle due-tre marche che nell’immaginario collettivo c’entrano dai sedici anni in su, all’incirca la prima volta che si vedono da qualche parte skaters su una tavola.
Le Vans a loro modo, e le Old School in particolare sono sempre state per me un simbolo di qualcosa così lontana e così vicino. Mi sentivo e mi sento vicino ad un mondo strettamente collegato ai ragazzi sulle tavole a rotelle (il punk rock e l’hc) ma che non ho mai avuto il coraggio (per quello che riguarda l’opportunità, balle. Qui si parla di coraggio e di mettersi in gioco) di abbracciare in pieno.
Amo i documentari skater, sento musica che sentono gli skater, amo i film che parlano anche marginalmente di skater e ho avuto per anni il mito di Marty McFly (questa è un po’ una cazzata in questo contesto però sempre skater a suo modo era).
Ah ho visto anche un MTV Made che parlava di una skater wannabe.
Le Vans in tutto questo vi chiederete, cosa c’entrano?
Le Old School sono state il mio modo per avvicinarmi in qualche modo ad un’idea di me sulla tavola (sto ridendo molto) sicuramente collegata più all’immaginario che alla realtà. Al me che si avvicina a lavoro in un ambiente impacchettato e lavorato che sembra uscito da Mad Men e che a suo modo reclama la propria anarchia (e so che fa ridere, lo so) mettendo un paio di scarpe che usa gente di 20 anni di meno di me per andare sugli skater.
Scarpe di cui, per inciso, non si accorge mai nessuno.
Le Vans sono l’affermazione di un sogno che non c’è mai stato. E di una tavola che non ho mai avuto il coraggio non dico di comprare, ma neanche di prendere in mano per sentire quanto pesasse.