Sono caduto con tutte le scarpe nel vortice della classifica di fine anno.
La vicinanza bloggara con Giorgio mi responsabilizza di questo atto intimo ed universale che sembra, ed in certi casi lo è, inutile.
Ma inutile non vuol dire brutto. Bello vuol dire utile. Ed è bello fissare il momento e “giocare” con tutto ciò.
Leggere le top degli altri, e far leggere la propria.
Insomma ci siamo. E nel pensarla (cosa che si fa sempre, per lo meno io, anche se non avessi un posto pubblico dove metterla) arriva come ogni anno il momento del “colpo di coda”. Quei dischi che per pigrizia, mancanza di tempo, pregiudizi o anche banalmente, perchè escono negli ultimi mesi dell’anno, finiscono con lo stravolgere le tue sicurezze.
Di uno non dirò nulla per il semplice motivo che sarà oggetto di “sfida dialettica” col principale autore di questo blog in un post prossimo futuro.

Parlando con Colas in un noto locale romano qualche sera fa ho pensato che non potevo andare incontro all’evento senza aver ascoltato Accelerate degli R.E.M.
Gli R.E.M. sono uno dei gruppi che più ho seguito negli anni 90. Fino ad Up senza perdere un colpo.
Poi l’interesse è calato ma il rispetto mai. Ascoltare gli R.E.M. è come entrare in una bottega di un artigiano, magari non ti fà impazzire il suo lavoro, ma lo guardi con rispetto e devozione. Certo del fatto che non potrà mai fare qualcosa di brutto.
Accelerate è un gran bel lavoro. Diretto ed essenziale. Un pò il loro Monster degli anni 00. Probabilmente il migliore degli anni 00. Sono rimasto stregato dall’esercizio sonico di Man-Sized Wreath. Vabbè penso che ormai lo conoscete un pò tutti l’album. Il colpo di coda del Tyrannosaurus Rex…

Poi ci sono gli All the Saints che vengono da Atlanta col loro Fire On Corridor X. Lavoro che sembra uscito dai primissimi anni 90. Sezione ritmica che ricorda i Tool più acerbi o gli indimenticabili God Machine unita a chitarre shoegaze psichedeliche e circolari. Regal Regalia, Papering Fix e la title track sono esemplari da questo punto di vista. Ed i mantra di Hornett e Outs faranno scalare loro diverse posizioni nella classifica di fine anno.

Infine a rompere le uova nel paniere c’è stato il nuovo Deerhunter, dal titolo Microcastle. In verità in fase di acquisto si è rivelato un doppio cd con il compare Weird Era Cont. a fare da contraltare. Ottima sorpresa ma questa seconda parte ancora devo assimilarla per bene.
Con Microcastle invece sono rimasto contagiato dal dream rock di questi ragazzi. L’album sembra essere diviso in tre parti soprattutto per la decisione di piazzare nel cuore di esso gli episodi più eterei. Per il resto le composizioni vanno dal vivace (Nothing Ever Happened) al sognante (Little Kids) sempre in bilico fra la distorsione e la ricerca dell’appiglio (spesso trovato) pop. A me hanno ricordato un’altro bell’album di questo 2008 ovvero The Evening Descends degli Evangelicals ed anche i sottovalutati Film School che nel revival dream-shoegaze di questi anni hanno rilasciato dei gran lavori.

Ma del vero scardinatore di classifica, del terrorista della playlist, del vero “colpo di coda” parlerò come ho detto un’altra volta.
Sono pronto (forse) per onorare la mia playlist 2008.

R.E.M. – Man-Sized Wreath (Video… un pò live… bellissimo)
All The Saints – Papering Fix (Mp3)
Deerhunter – Nothing Ever Happened
(Video)