
Io suppongo di avere problemi disparati e circostanziati con l’umanità.
In particolare con l’electro-wave.
In particolare con i The Knife.
Soprattutto con Fever Ray.
Mentre scrivo sento che mi sto togliendo st’enorme macigno da sopra lo stomaco, soprattutto perchè è un disco, quello di Fever Ray, di cui si parla tanto bene in giro.
E finchè lo fa il mio amico Paolo, ok, ci sto, perchè parliamo di qualcuno che vi si mette in fila a tutti su dark-wave-postpunk e vi porta a scuola col passeggino, quindi che gli piaccia il disco di Fever Ray (come gli A place to bury strangers o l’ultimo – meraviglioso – dei Mission of Burma) è una conseguenza per me logica. Naturale.
Che piaccia agli hipsters no. Manco per il cazzo.
E allora non me lo spiego e il mio odio. Letterale. O.D.I.O. raggiunge livelli che neanche Pippo Inzaghi che segna il sesto goal al Torino esulta. E la mia obiettività va a maroni in autunno.
Il fatto è che il disco è sì buono, sì quello che volete, ma paraculo senza limiti.
Quel paraculo che fa rabbia perchè vuol dire che la memoria, la conoscenza, il sapere musicale della gente si fermi agli ultimi 5 anni.
Perdio. Fever Ray è un disco di cover. Se qualcuno masticasse qualcosa di quel genere lì. E senza un minimo di rielaborazione.
Cover.
Come i giovedì al Qube di Radio Rock.
Fatte bene, male quello che vuoi ma cover.
Cazzo. E quando sento cover che non vogliono essere cover ma canzoni originali io di solito comincio a ridere molto e mi dico “massù ma chi cazzo non se ne accorge”. Molti evidentemente.
Ed è un po’ il motivo per cui non mi appassionai moltissimo (anzi) per coerenza ai Fleet Foxes. Cover anche lì. Bellissime canzoni ma cover.
E non è colpa di chi l’ascolta è mia, per questa specie di oltranzismo che a me dà personalmente molto fastidio di sfoggiare. Ma non ce la posso fare.
Questo è.
Fever Ray - Stranger than kindness (Nick Cave Cover) (Mp3)
*Il titolo va cantato come Antonello Venditti eh, sennò non si può leggere il contenuto del post

28 commenti
Feed dei commenti di questo articolo
ottobre 12, 2009 a 9:06 am
olivia
Mi hai fatto ridere :)
Firmato: una che non mastica per niente quel genere e che quindi ama il disco di Fever Ray.
(Potrei aggiungere: probabilmente quel genere 5 anni fa mi stava profondamente sul culo e questo per me è il momento giusto per Fever Ray, oh. E non mi dire “allora vatti a recuperare Bjork!”. Non c’ho voglia di Bjork, ho voglia di Fever Ray)
ottobre 12, 2009 a 9:12 am
giorgiop
No ma io in un certo genere lo capisco. Che possa piacere intendo.
Non capisco sinceramente l’acclamare a “novità” o “roba mai vista nè sentita” tanto Fever Ray quanto The Knife per dire.
Che poi per me l’essere derivativi non è poi questo grandissimo difetto (alla fine parliamo di almeno 70 anni di musica, prima o poi qualcosa di già fatto che rispuntasse fuori doveva succedere) però ecco, far passare l’essere derivativi con “novità” non ci sto.
Il fatto di masticare il genere è ricollegabile alla cosa essenzialmente con “tratti di musica riconoscibili in almeno 5 dischi che ho già e di vent’anni fa”, però rendersene conto e dire “sì è un disco bello con belle canzoni però niente di nuovissimo”.
Per dire tu, Olivia, come dici non hai masticato mai il genere e Fever Ray ti piace ma dubito che etichetteresti la cosa come “Miiiiii che roba nuova mai sentita”. O no?
Magari sbaglio io eh :)
(anzi sicuramente)
ottobre 12, 2009 a 9:49 am
olivia
No, dico solo “Miiiii, che roba bella, *costruita* così bene!” ;)
ottobre 12, 2009 a 10:47 am
colas
secondo me parti da un punto di vista sbagliato.
punto di vista che potrebbe essere pericoloso e guastarti ogni ascolto.
Perché allora anche il disco dei converge è un disco di cover.
Tutti i dischi sono dischi di cover.
Non se ne esce.
ottobre 12, 2009 a 10:56 am
giorgiop
no beh. Se parti da un punto e rielabori un conto (a sto punto anche i/gli Wilco che però sento, mi piacciono e a cui in effetti riconosco la capacità di scrivere canzoni enormi e non sicuramente l’essere innovatori, se scrivi così, sticazzi). I Converge partono da tre punti differenti e ne fanno uno.
Puoi riconoscere qualche spunto ma quello che esce è roba nuova.
Wilco idem (anche se più derivativi)
ma Fever Ray perdio sono cover proprio. Non spunti. Cover.
io non parlo di spunti e di derivatività in senso largo perchè sennò non sentirei niente, sentirei 4 gruppi di punk del 77, roba della dischord, i Pantera, i Metallica, Bob Dylan, Neil Young i Beatles gli Stones e i Sonic Youth e basta. Ma in senso molto molto stretto
mi sto spiegando al solito con molta difficoltà
mi rendo conto che non avrei dovuto mai scrivere un post del genere :D
ottobre 12, 2009 a 11:40 am
Anonimo
bravo, perchè infatti non si è capito un cazz’ ;)
ottobre 12, 2009 a 11:44 am
giorgiop
firmati magari :)
ottobre 12, 2009 a 12:19 pm
colas
ma non so. Per me anche Fever Ray è “rielaborazione”.
I suoni non sono così di genere o almeno non è di genere il modo in cui sono usati certi suoni o strumenti.
Per questo me alla fine è un circolo vizioso. Io ho smesso di credere all’originalità come criterio estetico.
ottobre 12, 2009 a 1:01 pm
Pistakulfi
Oh cazzo… mi hai tirato in ballo a tradimento :D
Sposo il discorso di Colas, ormai credo siamo gente che ha ascoltato un fottio di musica negli ultimi venti anni. Ci siamo fatti i nostri percorsi e sviluppato ciò che crediamo più funzionale alle nostre orecchie. Quindi giudicare se un disco è buono se è derivativo o meno è fuori tempo massimo.
Conta solo se un disco emoziona o meno, se “arriva”, se l’atmosfera è quella giusta. Fever Ray mi piace. E nello specifico non credo sia perchè ho il background wave. Perchè lo trovo profondo.
Ormai è così, ci si perde in dettagli molto soggettivi, come potrebbe essere per te con gli Wilco che a me “arrivano” fino ad un certo punto.
I dischi paraculi sono altri…
E ho smesso totalmente di tastare l’hype. Leggo tre blog. Due riviste. Tre Webzine musicali. Stop. E l’ultimo degli Editors è un disco fatto “per me” per renderti il discorso più chiaro. Sticazzi se Rumore gli dà 4 o Pitchfork lo stroncherà. Mica ci saranno loro in camera mia quando lo farò suonare…
ottobre 12, 2009 a 1:18 pm
giorgiop
ecco diciamo così, dove per te è un disco che arriva per me è un disco di cover puro. Non lo trovo neanche così rielaborato. :)
ottobre 12, 2009 a 1:19 pm
giorgiop
@colas io però non ho l’originalità come criterio estetico sennò credo sentirei solo Locust e via dicendo. E’ che a me risulta un disco troppo smaccato. Troppo
ottobre 12, 2009 a 1:41 pm
olivia
Rassegnati: sei solo e circondato :P
ottobre 12, 2009 a 1:44 pm
giorgiop
da mo che mi son rassegnato. Tipo già dal primo commento :D
ottobre 12, 2009 a 2:17 pm
colas
non so, io quando ascolto un disco non mi pongo il problema di quanto sia smaccato o paraculo.
Semplicemente se il disco ha una sua ragion d’essere, un qualcosa che mi attrae, vado avanti ad ascoltarlo, altrimenti lo lascio lì.
Detto ciò non capisco proprio come tu possa considerare un disco smaccato e paraculo quello di Fever Ray, visto che il genere a cui strizza l’occhio – e di cui tu consideri il disco “cover”- è tutto tranne che hype, modaiolo, alla portati di tutti.
E oh , a me di Fever Ray non frega un cazzo, eh.
Lo trovo caruccio, ma l’avrò ascoltato tre volte in tutto.
E’ proprio il discorso a monte che mi risulta difficile da comprendere.
Cioè lo comprendo pure, ma ad ascoltare la musica con un approccio del genere si finisce per sfociare nel masochismo.
ottobre 12, 2009 a 2:20 pm
giorgiop
non mi sono spiegato io sicuramente
ottobre 12, 2009 a 2:21 pm
colas
gio’ ma mica è una critica a te, eh.
Hai generato una discussione e dalla discussione ne nascono altre. Non c’entra spiegarsi o meno
ottobre 12, 2009 a 2:25 pm
Penny
Che poi, volendo fare i precisini, cover di cosa? Di queli canzoni originali? Vuoi dire che sono dei plagi? Che è tutta roba copiata? Che non hanno inventato niente? Che non c’è nulla di originale? Cose diverse tra loro, ma nessuna di esse è comunque “fare cover/fare un disco di cover” :-)
ottobre 12, 2009 a 2:27 pm
Penny
E comunque ha assolutamente ragione chi ha scritto che allora, in un certo modo, tutti i dischi sono dischi di cover
ottobre 12, 2009 a 2:30 pm
giorgiop
certi dischi però sono più dischi cover di altri :)
(Orwelliana questa)
Ne esco così e con
“non mi sono spiegato io sicuramente”
(frase che ora mi metto in firma a lavoro e sui gmail. Hai visto mai)
ottobre 12, 2009 a 2:33 pm
giorgiop
ah e in aggiunta il disclaimer fondamentale che è “ma io non capisco un cazzo di musica”
Ecco :)
ottobre 12, 2009 a 2:37 pm
icepick
l’ultima critica che mi sarei aspettato alla musica di karin andersson è di essere paracula. la stessa storia sua e del fratello smentiscono questo assunto. che piaccia agli hipster nel prossimo 1/4 d’ora a me lascia indifferente. (mentre lasciamo stare il discorso del derivativo in sé sennò non ne usciamo più.)
non dico che debba piacerti per forza, ma la tua spiegazione (peraltro così arrabbiata; ma perché poi?) non mi convince molto.
ottobre 12, 2009 a 2:43 pm
giorgiop
ma non è arrabbiata, io so di dare sempre la sensazione di essere un prugnosissimo dito nel culo. Lo so.
Cioè. E’ vero che sono così.
E’ che però davvero non capisco una sensazione (parlo dell’ “in giro”) così forte di qualcosa spacciata per “prepotentemente innovativa”.
Cioè ovunque se leggi dei Wilco di Bright Eyes o chi vuoi leggi bene o male quali sono le traiettorie musicali e ci sta, è giusto e non toglie nulla al valore se parliamo di grandi dischi belle canzoni, rava e fava e quallo che vuoi insomma.
Fever Ray no. E’ un disco fighissimo di roba nuovissima e mai ascoltata prima. Cosa che per me non è. Come i The Knife (altro grande mistero almeno per quello che mi riguarda e Silent Shout mi era piaciuto, così come se non si è capito mi è piaciuto a suo modo il disco di Fever Ray). E a quel punto esagero e parlo di dischi cover. (Che poi davvero a un certo punto tiro fuori due tre pezzi di quelli che a me fanno rabbrividire in ambito electropop-dark da snake river conspiracy in giù e vediamo se ridefiniamo il concetto di “cover” :))
Questo è un pochino a darmi non dico fastidio, ma almeno risultarmi incomprensibile.
Ps “sicuramente mi sono spiegato male”
PPs “ma io non capisco un cazzo di musica”
:)
ottobre 12, 2009 a 2:44 pm
giorgiop
ecco più che dire che odio il disco di Fever Ray, sarebbe più giusto dire che mi dà un po’ fastidio la sensazione di novità da cui viene accompagnato
Ps “sicuramente mi sono spiegato male”
PPs “ma io non capisco un cazzo di musica”
:)
ottobre 12, 2009 a 2:47 pm
giorgiop
che poi tendenzialmente rileggendomi il post dello “stronzo” me lo sono già dato da solo come chiosa finale :D
ottobre 12, 2009 a 2:49 pm
Pistakulfi
11/24 sono tuoi commenti… ergo… ti sei spiegato male ahahah
ottobre 12, 2009 a 2:53 pm
icepick
forse ho capito, pur non condividendo nel merito.
(a me capitò con Il ciclone di Piaraccioni: dicevano che era la nuova commedia all’italiana…..).
ottobre 12, 2009 a 4:30 pm
colas
non è che ti sei spiegato male, secondo me è che ti stai arrovellando su un punto pretestuoso (che era pretestuoso anche sui Fleet Foxes).
Cioè: il problema stando a quello che dici tu è che sti dischi vengono spacciati per innovati e originalissimi quando non lo sono.
Il fatto è che io non ho mai letto niente dove né fever ray, né i Fleet Foxes, nè i Knife venivano spacciati per tali.
Semplicemente han fatto tre bei dischi (a me poi piace davvero solo FF) che han fatto parlare per le canzoni, perché era il momento giusto per quelle cose lì, perché non so perché, ma sicuramente non per originalità.
Insomma: il punto è proprio un altro.
(E smettila co’sta cosa che ti sei spiegato male. In realtà sia nel post sia dopo sei stato super chiaro, però chiaro in un modo… SBAJATO! :D)
ottobre 12, 2009 a 4:56 pm
giorgiop
pps “ma io non capisco un cazzo di musica”
Toh! :D