
La storia personale (mia) e non dei Kill it Kid si gioca tutta sul “caso”.
E’ infatti grazie al caso, e ad un problema del pc durante Walk this way (il talk show radiofonico del mercoledì a cui prendo parte) mi sono girato verso la vaschetta dei promo, preso il primo cd per cui da copertina/foto/titolo avrei potuto dire qualcosa di essenzialmente stupido e messo quel cd in playlist. Quel cd erano i Kill it Kid.
E’ un caso anche che i Kill it Kid abbiano fatto da cavie in una sorta di Big Brother accademico tenuto all’università di Bath (sono inglesi) che verteva sostanzialmente sull’evoluzione del sound di un gruppo, vissuto in tempo reale e sulle indicazioni di un tutor. Quel tutor era John Parish (sì quel John Parish là).
Le due reazioni al caso. Messo il cd, il mio ghigno, in radio, si è trasformato in un ghigno gongolante, perchè ho avuto immediatamente la sensazione di trovarmi di fronte a qualcosa di veramente non solo catchy, ma anche stimolante per i miei ascolti.
Sostanzialmente un gruppo che ad oggi rifà i Rolling Stones di Let it Bleed alla stessa maniera in cui i Two Gallants (mai sempre troppo amati) rinverdivano Cash et similia. Con una tensione ruvida, ciondolante un passo in avanti rispetto ai Royal Trux, certo ma più accessibile. Roba di cui si sentiva veramente il bisogno infatti.
La seconda reazione al caso è che finalmente i Kill it Kid sono riusciti ad andare a Seattle e registrare il loro esordio, una roba che sembra racconterà (non-novità per il genere ovviamente) di uccidere mogli e amenità varie. Roba difficile insomma.
Roba da aspettare.
Roba per caso.
Kill it Kid - Date it the day (Mp3)
Kill it Kid - Send me an angel down (Mp3)

1 commento
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ottobre 19, 2009 a 8:50 am
Byron
Eh davéro, e pensare che questi pargoli hanno praticamente 21 anni a cranio, mamma mia. L’album dovrebbe arrivarmi oggi, poi ti racconto. Intanto ho scoperto che hanno suonato Martedì scorso a 3 minuti da casa mia e mi è venuta una rogna tremenda.