
E sì che non è mio amico ma se dovessi dire cinque persone in cui identifico fisicamente il concetto di “roba alternativa/indie” Lou Barlow rientrerebbe sicuramente nella lista.
Gli altri poi ci penso.
A come la vedo io credo sia insultante mettere giù quelle prime tre righe che di solito a cappello di un post spieghino chi è la persona di cui si stia parlando, nel caso di Lou Barlow in particolare.
Cioè passiamo a un punto 2.0 dove io non ho più bisogno di spiegare le cose e se a voi che leggete magari piacciono andate un po’ da voi a capire di chi si sta parlando, superiamo un secondo questa cementificazione mentale che neanche i litorali sardi tra un anno. Che ne dite?
Lou Barlow è tornato nel 2009 con due lavori, uno in compagnia The Farm con i Dinosaur Jr, disco molto ma molto apprezzato da queste parti e di cui non sarà mai troppa la carta che ne raccoglie gli elogi, e soprattutto il suo nuovo disco solista, Goodnight Unknown, disco passato fin troppo in sordina e che è veramente una delle gemme dell’anno.
Barlow ci mette tutto un cuore hardcore con la spina staccata, passando da melodie agrodolci a malinconia pura con una capacità di sintesi mirabile (leggi nè un brano in più nè uno in meno per poter risultare perfetto). Un lavoro che in altri tempi si sarebbe definito lo-fi (e magari lo si definisce ancora) e di cui si sentiva veramente bisogno. Non in un’ottica di revivalismo (per quello c’è la wave) ma in un’ottica di ascoltare grandissime canzoni che tanto sanno aprire il cuore tanto chiuderlo a chiave.
Un lavoro hardcore, nel vero senso del termine.
Pur essendo a spine staccate.
Lou Barlow - Bulletproof (LaRoux Cover) (Mp3)

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