.. e probabilmente in pochi ne sentivano il bisogno ma sembra che il ritorno agli anni 90 sia un qualcosa di fatto (e a me a questo punto viene il dubbio di non esserne mai uscito in un loop che sembra ci sia dietro la sceneggiatura di Lindelof e Cuse).
Il ritorno dei Lali Puna, dopo sei anni è qualcosa che è talmente fuori tempo che neanche la reunion dei Sex Pistols. Una riavviata di lancette così violenta che sembra quasi che qualche meccanismo dell’orologio si sia rotto, tanto era la voglia di risentire e di tornare a stati d’animo quasi dimenticati.
Come se si soffrisse una volta sola e la sofferenza di dieci anni fa fosse una sofferenza differente. Ovvio che non sia così ma il ragionamento è un po’ quello. Quello di un gruppo che ha fatto del coverare sè stesso un must, una chiave di lettura importante e quasi univoca come approccio da e verso l’ascoltatore.
Per me i Lali Puna sono essenzialmente questa cosa qui sotto

quella che è una delle sequenze sì strazianti ma vicine al limite della perfezione da accarezzarlo e poi schiaffeggiarlo.
La canzone era Scary World Theory che è una di quelle canzoni che la prima volta che la senti quasi non ci fai caso e la seconda ti cambiano la vita o quasi. I Lali Puna tornano, quindi e che sia il loro quarto album e che si chiami Our Inventions ha un’importanza molto ma molto relativa.
Di più ce l’ha sentire che le cose sembra che non siano mai cambiate. Che la sofferenza di dieci anni fa magari è sempre la stessa, come la malinconia, come gli anni persi a pensare perchè mai quella traccia non riuscivi a levartela mai dalla testa

Lali Puna - Remember (Mp3) (Via Pitchfork)

Ps ogni volta che inquadrano Olivia Magnani a me si ferma il cuore.