Si chiamano Girls in the Eighties e ad essere sincero per puro caso mi sono imbattuto in loro (come per Wavves un annetto fa quando ne parlai a Colas che lo prese tanto a cuore) e più o meno come coordinate siamo lì. Quello che comunemente viene intitolato come shit-gaze.
Che sarebbe direte voi?
Sono un trio di Nashville, Tennesse che invece di imbracciare le chitarre per i rodeo country hanno tirato fuori dai loro ampli un miscuglione di noise, fuzz, rock, beat elettronici e filtri su voce. Una cagnara assoluta insomma. Di quelle da avere coraggio a spingere play.
Quello che però me li ha fatti uscire fuori dal coro è l’essenzialità delle canzoni, l’essere concise, a loro modo determinate verso una forma immediata.
Mettete un po’ come se i Violent Femmes suonassero con gli amplificatori e gli strumenti dei My Bloody Valentine e ci andate vicino.
In più, a dimostrazione che stiamo parlando di qualcosa di diverso il loro disco Teenage Royalty è sì acquistabile online ma da loro stesso messo in download gratuito qui . Ma qui è un discorso di marketing musicale per cui ai discografici italioti ci sarebbe solamente da prenderli per il culo e sottolineare che davvero, figli miei, non avete capito un emerito cazzo.
Insomma niente di sbagliato, su tutta la linea.
Next big thing? Ma chi se ne fotte (come direbbe Capovilla).
Io a questi voglio bene.
Bene, bravi. Bis.
Girls in the eighties – Teenage Royalty (Mp3)
Girls in the eighties - Burn your riches (Mp3)
